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Wednesday, 29 May 2013

ELIA ND MUNICH 2013: FARE AFFARI IN GERMANIA


Al momento mi trovo in Germania  per partecipare alla conferenza Networking Days organizzata dalla European Language Industry Association (ELIA) e che avviene una volta ogni due anni. In quanto membri siamo davvero soddisfatti della ELIA,ddei suoi associati e di cosa fa per il settore della lingua e della traduzione.

Siccome domani terrò un workshop dal titolo “Blogging for Business” ho pensato di sostenere questa iniziativa scrivendo un blog ogni giorno sui miei pensieri e sulle mie scoperte.

Oggi ho partecipato a qualche workshop e a qualche seminario che riguardavano argomenti diversi. Le presentazioni che ho reputato migliori sono state quelle di Luigi Riboldi sull’e-Commerce e di Paul Doherty dal titolo “Was Ist Dach?”. Nonostante entrambe fossero fantastiche ed utili, volevo scrivere qualche parola sulla presentazione di Paul in quanto la trovo molto ultile per molti dei nostri clienti che vedono nella Germania un mercato chiave e di importanza strategica.

Paul, vicepresidente alle vendite per la SDL in Europa, ha fatto un’importante introduzione generale su come si entra nel mercato tedesco e su come si conducono gli affari in questo Paese e mi piacerebbe riportare alcuni dei punti più salienti che lui ha sapientemente sintetizzato per noi.

Capire il mercato tedesco e le “mittelstand” (aziende medio-piccole)

Hai mai sentito nominare alcune di queste marche? Playmobil, Karcher, CLAAS, Viessmann? Molto probabile che tu le abbia incontrate, come è ovviamente capitato anche a me: cosa che però non sapevo era che queste aziende fossero situate in mezzo ai campi nei pressi di paesi molto piccoli. “Pensa a piccoli paesi e a grandi stabilimenti” era il messaggio sottolineato da Paul.


[Lo stabilimento della Playmobil nella periferia di Dietenhofen]

Queste aziende, che in Italia chiameremmo con l’acronimo di PMI (piccole e medie imprese), sono il cuore dell’economia tedesca e devono essere studiate se si vuole entrare nel mercato della Germania. Alcuni dei punti chiave sono:

- Il 95% di queste aziende sono a conduzione familiare
- Sono alla ricerca di rapporti duraturi
- Hanno collegamenti forti con la loro regione e con l’ambiente locale
- Sono orientate sul lungo periodo
- Danno importanza all’innovazione
- Usano modelli finanziari sani
- Sono supportate dal Governo

Quindi la prima lezione riguardava il fatto che queste importanti marche internazionali fossero a conduzione familiare e che sapessero essere allo stesso tempo innovative e conservatrici, con un forte rispetto della tradizione.

Vendere ad Aziende Tedesche

Le aziende tedesche si fondano sulle esportazioni che sono il cuore ed il motore dell’economia europea. Di conseguenza esse  guardano verso l’esterno e sanno vendere il loro prodotto meglio all’estero. Alcuni dei consigli dati da Paul su come vendere alle aziende tedesche includevano:

- Il loro interesse verso il procedimento, la struttura e la tecnologia
- L’importanza data ad un approccio di tipo consultivo
- Il loro interesse nelle statistiche, nelle figure come prova di ciò che si afferma
- La loro preferenza nel comprare a livello locale e da tedeschi
- Il loro conservatorismo
- La loro preoccupazione secondaria nei confronti del prezzo
- La loro fedeltà verso i fornitori
- Il fatto che non prendano decisioni frettolose
- La loro diffidenza verso tecniche di vendita aggressive

Paul ha concluso senza mezzi termini che se vuoi vendere in Germania hai bisogno di una presenza tedesca e di uno staff tedesco che si occupi della vendita.


[Una slide sugli stereotipi sulla Germania]

Business Etiquette in Germania

La presentazione si è conclusa con qualche importante consiglio sull’etichetta e sul protocollo per condurre affari in Germania.

- Essere sempre in orario – la puntualità è cruciale
- Usare il titolo e il cognome – la formalità è il massimo
- Se in dubbio stringere la mano
- Vestirsi in modo formale
- Gli affari e i rapporti personali sono due cose diverse
- Mantenere la giusta distanza
- Dire ciò che si pensa
- Guten Appetit – mangiare, bere ed essere allegri quando se ne presenta l’occasione

Paul ha fornito un aneddoto molto interessante sul mantenere la giusta distanza e sul tenere separati il business dalla vita privata: una volta fece i complimenti ad una collega per il suo naso rifatto pensando che le facesse piacere e il giorno dopo ricevette un appunto nel quale si diceva chiaramente che una tale intrusione nella vita privata di un collega era inappropriata! Adesso, ha detto, tiene semplicemente la bocca chiusa!

Grazie Paul per la tua splendida presentazione!

Se non conoscete l’ELIA o i suoi Networking Days controllate il loro sito internet.


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale ELIA ND MUNICH 2013: DOING BUSINESS IN GERMANY


Thursday, 9 May 2013

I SERVIZI DI LOCALIZZAZIONE DEI VIDEOGIOCHI TENGONO IN VITA LE AGENZIE DI TRADUZIONE


Qual è la situazione del mercato della localizzazioned dei giochi? Quali sono le pressioni che subiscono le agenzie di localizzazione e in special modo le agenzie di traduzione che tengono vive l’industria dei videogiochi e della localizzazione? Aaron Lee e la rivista Develop ci offrono un nuovo punto di vista nell’odierno mercato della localizzazione dei giochi.

Secondo Lee, nel suo articolo per Develop, la localizzazione è un processo di cui i normali giocatori non si accorgono se viene fatto in modo accurato. La traduzione gioca un grande ruolo nella localizzazione, ma Lee crede che questa sia “solo la superficie”: per localizzare un gioco con successo, il localizzatore dovrebbe avere una vasta conoscenza della cultura d’arrivo. Comunque, dice Lee, le aziende leader nel settore della localizzazione dei giochi viaggiano su una strada tortuosa.

Poiché  nuove piattaforme sono state immesse sul mercato negli ultimi anni, la domanda per i servizi di localizzazione è cresciuta di molto.

Inoltre i mercati emergenti, come quello delle nazioni del BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), hanno contribuito alla crescita nel mercato. Le aziende devono operare in modo efficiente, in quanto gli editori e i programmatori hanno dimostrato di essere molto prudenti.


Tenere i Costi Bassi...


Secondo Michael Souto, Direttore dello Sviluppo Aziendale alla Localize Direct, è facile individuare cosa i clienti vogliano dalle aziende di localizzazione: “La Santa Trinità è la stessa di sempre: qualità, velocità e costi. La qualità deve essere ottima e il gioco deve essere lanciato il prima possibile, ma il tutto ad un costo accessibile. Dei tre, suggerirei che il costo è probabilmente la priorità”.

L’attuale clima economico ha cambiato un paio di cose nel mercato della localizzazione. Hugh Edwards, direttore della High Score e specialista in voce e dialoghi, dice: “... La recessione ha avuto un forte impatto sulla localizzazione, in quanto molti editori stanno rifiutando di localizzare i dialoghi a favore di testi scritti. Questa è ovviamente una decisione economica ed è anche poco lungimirante nel caso in cui i giocatori degli altri Paesi abbiano meno esperienza di quelli che provengono da Paesi di lingua inglese”. Ora che la crisi finanziaria sembra essersi affievolita, gli editori hanno ricominciato nuovamente a concentrarsi sul proprio pubblico, come dice Edward.

Molti programmatori hanno assunto localizzatori all’interno dell’azienda per ridurre i costi. Ad esempio l’azienda di social gaming Spil Games ha creato oltre 4.000 giochi sia all’interno della sua azienda che tramite partnership. I suoi giochi sono disponibili in 15 lingue e Spil Games dice che 180 milioni di giocatori usufruiscono dei loro giochi ogni mese. I fruitori sono molto diversi e quindi l’azienda si rivolge per prima cosa al team di localizzazione interno all’azienda.

Il capo del servizio della localizzazione e del servizio clienti Laura van Nigtevegt afferma: “Quando si tratta di eseguire una localizzazione di qualità, un team interno può assicurare una localizzazione più veloce e di solito quelli che testano il gioco sono più in contatto con la natura del prodotto e dell’azienda”. Van Nigtevegt crede comunque che la localizzazione interna abbia dei limiti: “Nello specifico, nei periodi di picco, i team interni potrebbero avere problemi di risorse, che possono essere superati attraverso l’outsourcing”.

... e la Qualità Alta


Leel sente che la localizzazione dei giochi è ossessionata dall’avere alta qualità a basso costo. Per il vicepresidente dell’azienda di localizzazione Testronic Labs, Alastair Harsant, la localizzazione dei videogiochi riguarda semplicemente l’offrire al cliente qualità, valore e velocità. Crede che il tutto si basi sul trovare uno staff capace, che possa creare un’infrastruttura che intensifichi la velocità del processo e di conseguenza abbassi i costi: “Ricevere dai programmatori e dagli editori mappe stradali, documenti sul design dei giochi e indicazioni sulle ambizioni del progetto, ci permette di partire col piede giusto. Ci permette di svilppare la migliore strategia globale e di testare i piani, e ci dà uno slancio sin dal primo giorno”.

Souto della Localize Direct, comunque, teme che alcune aziende stiano offrendo “prezzi eccessivamente bassi” solo per ottenere il contratto desiderato. Crede che questo sia uno sviluppo veramente negativo: “Non riesco a capire come si possa fare ciò senza un compromesso sui risultati della traduzione. Spero solo che le aziende investighino sul perché di prezzi così bassi e capiscano che c’è bisogno di un equilibrio tra le traduzioni a bassissimo prezzo e la qualità.


Oltre il FIGS


Un’altra frontiera nel mercato della localizzazione dei videogiochi è che i localizzatori chiedono sempre più di localizzare i contenuti da o verso lingue diverse dal quartetto standard, il cosiddetto FIGS (Francia, Italia, Germania e Spagna). Questo sviluppo può essere in parte attribuito a mercati nuovi ed emergenti, come la Cina e il Medio Oriente, ma le piattaforme mobili precedentemente menzionate, che esistono sugli smartphone e i tablet, hanno reso accessibili i videogiochi a un numero molto maggiore di persone in tutto il mondo. Anna Wojewodzka, Operation Manager alla Universally Speaking, ha visto un incremento importante nella domanda di lingue “esotiche”: “Quanti più giochi sono rilasciati sulle piattaforme mobili, tanto più la quantità di testo nei giochi diminuisce, nonostante il numero di progetti di cui ci occupiamo sia in aumento”. I giochi MMO (Massively Multiplayer Online) spesso comportano la traduzione di decine di migliaia o anche di milioni di parole, il che significa che l’azienda utilizza numerosi team interni per lavorare su un singolo gioco per mesi senza sosta.

Oggi, l’hardware viene continuamente aggiornato, il che pone nuove sfide per le aziende di localizzazione, come dice Lee. Siccome i progetti che riguardano piattaforme mobili  devono essere testati nella loro funzionalità e compatibilità e nuove app sono distribuite ormai giornalmente, c’è bisogno di ricorrere sempre più all’outsourcing per venire incontro ai bisogni dei clienti. Testology ha saggiamente adattato i suoi servizi al mercato delle piattaforme mobili.  Il product manager, Harrison Baker dichiara: “Abbiamo riconosciuto i mercati emergenti per i cellulari e abbiamo iniziato ad investire sui dispositivi mobili qualche anno fa”. Adesso abbiamo 30 dispositivi iOS e quasi 50 Android, ognuno dei quali funziona su diverse versioni OS. Utilizziamo test per le interazioni su più dispositivi per assicurarci la giusta copertura sul mercato”.


A tutto Gas

La domanda per la localizzazione in un numero sempre maggiore di lingue è parte di un fenomeno più grande chiamato “culturalizzazione”.

Se applichiamo questo concetto ad un gioco, il gioco è adattato in modo tale che sia idoneo per un certo ambiente. Secondo Lee, questo avviene per rendere i giochi più appetibili e per cancellare qualsiasi elemento che possa recare offesa agli utenti.


Davide Solbiati, Direttore Esecutivo per la Localizzazione alla Systhesis, crede che la presenza diretta nel mercato di arrivo sia la chiave per una “culturalizzazione” di successo. “Non puoi affidarti semplicemente ad un ufficio centrale e ad una rete di venditori. Hai bisogno di avere il tuo personale in giro per il mondo così da fornire un servizio coerente e standard in tutta la tua azienda”. Van Nigtevegt della Spil crede anche che il motto “una misura si adatta a tutto” non sia più idoneo all’industria della localizzazione.

Se un’azienda di localizzazione collabora con i programmatori sin dai primi passi, questo può condurre ad ottimi risultati. Molti programmatori, comunque, non danno tanto spazio alla localizzazione.

Wojewodzka della Universally Speaking crede che ci sia “bisogno di un servizio senza sosta per completare traduzioni brevi che necessitano di una veloce modifica e siccome questo trend avanza, diventiamo sempre più agili e reattivi quando si tratta di integrare i processi di sviluppo e di non causare ritardi”.

I Cambiamenti Generano Cambiamenti


Lee crede che i clienti stiano richiedendo tempi di modifica più veloci a causa “dell’immediatezza che le piattaforme connesse presentano”. Gli smartphone e i giochi MMO, ad esempio, impongono alle aziende di localizzazione di ampliare i loro scopi e le loro abilità e questo aspetto non comporterà cambiamenti nel breve termine. Testology, ad esempio, sviluppa l’80% dei suoi affari tramite i cellulari, il web e i progetti sociali. Baker dice: “La nostra industria si occupa di evoluzione e l’accessibilità a queste piattaforme – sia per i programmatori che per i consumatori – significa che l’adattabilità dei servizi è cruciale. Questo significa inevitabilmente  che le dimensioni del progetto e il budget sono più piccoli e che influenza la garanzia di qualità richiesta”. Comunque, crede che questo non significhi che le aziende debbano compromettere la qualità.



Le Nostre Labbra Sono Sigillate, O Forse No?


È chiaro che le aziende di localizzazione che operano nel mercato odierno debbano confrontarsi con un mercato nuovo, nuove piattaforme ed editori esigenti. Per molti anni, a chiunque fosse coinvolto nell’industria dei videogiochi veniva chiesto di tenere la bocca chiusa sui progetti in sviluppo, molto più di quanto non fosse richiesto a quelli nell’industria cinematografica. Comunque, oggigiorno, molte persone in quest’industria credono che il settore dovrebbe abbassare un po’ la guardia.

Potremmo non sapere mai cosa bolle nella pentola dei programmatori di videogiochi, ma è giusto dire che la domanda per i servizi di localizzazione non è mai stata alta quanto oggi. Wojewodzka dice: “Con molti clienti che utilizzano più piattaforme, riceviamo più richieste di un maggiore rigore nei test, ma anche un miglioramento della giocabilità e del punto di vista dell’utente. La aziende hanno bisogno di conoscere molto di più ciò che fanno i giocatori. Finché la nostra attività resta equilibrata, restiamo competitivi e sani”.


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale VIDEO GAME LOCALIZATION SERVICES KEEP TRANSLATION COMPANIES ON THEIR TOES


Tuesday, 30 April 2013

WEB DESIGN: COME LA TRADUZIONE INFLUENZA LO SVILUPPO DEI SITI




Un problema comune che riscontriamo quando lavoriamo sulla traduzione di siti web o in particolar modo con i web designer è che molti non apprezzano l’espansione o la riduzione di testo all’interno della traduzione e del processo di design. La percezione comunie è che quando si traduce il testo di un sito, esso si adatterà automaticamente allo spazio e al modello del sito esistente. Sfortunatamente le cose non funzionano così.

In questo articolo parleremo di:

* perché il testo è maggiormente espanso o ristretto in traduzione
* come ciò influenza la traduzione dei siti web
* cosa può essere fatto dai web designer per essere flessibili con lo sviluppo

Perché le lingue differiscono per lunghezza?


Le lingue non solo sono diverse per i suoni e le strutture grammaticali, ma anche per la lunghezza. Forse te ne sarai accorto nelle riviste multilingue che si trovano spesso sugli aerei; il contenuto della rivista può essere lo stesso per le due o tre lingue usate, ma lo spazio che prendono spesso è diverso.

Questa caratteristica del linguaggio pone dei problemi alle perstone di ogni parte del mondo – dai designer di siti web ai designer grafici ai localizzatori di social media; chiunque usi regolarmente il computer ha probabilmente notato il contrasto nella lunghezza dei testi in lingue diverse. Proveremo a spiegare questo fenomeno e forniremo qualche consiglio per i web designer, che devono affrontare il problema di includere più lingue in un unico design.



La ragione principale della differente lunghezza è la struttura grammaticale di una lingua.

Le lingue come l’inglese sono analitiche, il che significa che le declinazioni sono molto poco comuni e il genere, le preposizioni e così via devono essere espresse attraverso parole separate. Queste parole occupano spazio già di per sè, e inoltre, cosa più importante, devono essere separate dalla parola alla quale sono collegate, occupando un spazio maggiore. Al contrario, ci sono molte lingue sintetiche che indicano il possesso o il genere all’interno del sostantivo, il che significa che il testo è tendenzialmente più breve. Il turco è un esempio di lingua sintetica, più precisamente agglutinante. Questo significa che elementi come il genere e le preposizioni sono incastrate all’interno del sostantivo. “Dersten”, ad esempio, significa “prima della lezione” (“ders” significa “lezione” e il suffisso “ten” significa “prima”). Come si può ben vedere questo tipo di lingua utilizza molto meno spazio.

Oltre alla posizione degli elementi grammaticali, alcune lingue fanno un grande uso di parole composte, il che influenza la lunghezza delle parole e delle frasi. Se si comparano il tedesco e l’italiano, noterai che il tedesco è meno lungo perché tende ad unire più parole insieme, invece di indicare le relazioni attraverso le preposizioni. Prendi la parola “hondenriem”, che significa guinzaglio del cane.

Non importa da o in quale lingua il testo sia tradotto, la traduzione è generalmente più lunga dell’originale. La ragione di questo è che le traduzioni spesso sono più esplicative dei testi fonte. Senza rendersene conto, gli scrittori spesso incorporano “elementi culturalmente specifici” nei loro testi, ossia elementi che sono perfettamente chiari per il lettore del testo di partenza, ma che probabilmente non hanno alcun significato per il lettore d’arrivo. Questo tipo di parole, come ad esempio “IRA” (Irish Republican Army) o “oliebol” (un dolce olandese mangiato a Capodanno), richiede una spiegazione e di conseguenza più spazio. Spiegare questo tipo di parole o ad esempio stabilire il genere di un oggetto o di una persona, può essere visto come un fenomeno di esplicitazione.

Ci sono due tipi di esplicitazione: volontaria o obbligatoria.

Secondo Ana Frankenberg-Garcia, l’esplicitazione volontaria si ha quando il traduttore si discosta dal testo fonte senza alcuna ragione grammaticale, ma per rendere il testo più semplice da comprendere. Frankenberg-Garcia afferma che questo è uno degli “universali traduttivi” in quanto occorre in ogni coppia di lingue. Fa l’esempio della frase portoghese “Você também gosta dela?” che in inglese diverrebbe “So you like her too?” (Quindi piace anche a te?), nonostante l’avverbio “so” (quindi) non è presente nella frase originale e l’avverbio non è obbligatorio per la grammatica inglese: esso sottolinea semplicemente la relazione tra la frase e quella precedente.

Frankenberg-Garcia afferma inoltre che l’esplicitazione obbligatoria è richiesta dalla grammatica della lingua d’arrivo. Come esempio riporta la frase inglese “Frances liked her doctor” (A Frances piaceva il suo dottore) che in portoghese diventa “Frances gostava dessa médica” (A Frances piaceva la sua dottoressa), in quanto il portoghese ha la necessità grammaticale di spiegare il genere del sostantivo, diversamente dall’inglese in cui il sesso del dottore non è specificato. Per i designer di siti web, la traduzione obbligatoria è la più interessante delle due; i problemi sollevati dalla lunghezza del testo spesso riguardano parole o frasi molto brevi, ci sono poche possibilità che le parole che indicano relazioni tra frasi pongano grandi problemi.

Espansione del Testo: Problemi per i Designer di Siti Web


Per i designer di siti web, creare un sito che possa essere usato in molte lingue diverse è un processo complicato. La diversa lunghezza di ogni testo è un fattore molto importante: se il layout è disegnato per il testo inglese, probabilmente creerà dei problemi in altre lingue.

Per ora, sai che questo è dovuto alla differente lunghezza delle lingue, ma sapevi che più breve è il testo fonte, più espanso sarà in traduzione? E con quale tipo di contesto i designer hanno a che fare? Esatto, poche parole o frasi brevi.  Un esempio appropriato è il tasto “like” (mi piace) di Facebook, che in inglese consta solo di quattro caratteri, mentre in tedesco occupa più del doppio dello spazio (“vind ik leuk”).


Anche questa parola composta crea qualche grattacapo ai designer. Il W3C (World Wide Web Consortium) offre un grande esempio. In inglese “Input processing features” (caratteristiche del processo di input) entra benissimo in due righi se ci sono restrizioni nella larghezza, ma ciò è molto più complicato in tedesco, in quanto la traduzione è “Eingabeverarbeitungsfunktionen”. Il web designer deve così trovare un modo di far entrare questa parola nel layout originale o di trovare un altro luogo per essa.

Oltre alle parole composte trovate in altre lingue europee, anche lingue più esotiche presentano dei problemi, in quanto solitamente occupano più spazio (“desktop” in giapponese diventa “デスクトップ”) in orizzontale o anche in verticale, come ad esempio la scritta thai illustrata qui sotto:



Secondo il W3C, c’è un altro problema oltre alla lunghezza delle parole che deve essere affrontato. In inglese è molto comune abbreviare le parole, spesso per utilizzare meno spazio, ad esempio “esp” è usato al posto di “especially” (specialmente). Comunque questa non è proprio una grande idea quando si crea il design per un sito multilingue. Molte lingue non abbreviano le parole a causa delle caratteristiche della lingua stessa o del fatto che la lingua è così compatta che le abbreviazioni sono virtualmente impossibili.

Flessibilità nel Web Design per la Traduzione


Secondo gli esperti di Localizzazione del W3C, bisogna creare un layout flessibile per assicurarsi che i contenuti nelle varie lingue che saranno incorporati in un sito si adatteranno al layout. Layout a larghezza ed altezza fissi possono andare benissimo per  il testo in inglese, ma non nella traduzione ad esempio in georgiano, approssimativamente il 40-50% più lunga. Se il contenuto e il layout sono separati, questo processo è  molto più facile. In questo modo le caratteristiche del tuo sito come la grandezza dei font e l’altezza delle righe, possono essere alterate a seconda della lingua.

Oltre alla flessibilità, i web designer devono considerare anche l’aggiunta di spazi extra. Facendo così infatti le misure non devono essere estremamente flessibili poiché si tiene conto già in partenza dell’espansione del layout standard. IBM ha pubblicato una tabella che indica quanto spazio extra è necessario per dieci caratteri inglesi, che devono entrare in un dato spazio.

Ed effettivamente questo mostra che minore è il contenuto, maggiore è il relativo spazio extra necessario:



 (Fonte: IBM)

Se sei interessato all’espansione e riduzione del testo nella traduzione, controlla la nostra guida Excel > Guide_to_Text_Expansion_Contraction_Swell_in_Translation.xls.

Essa mostra la differenza percentuale di spazio necessario quando si traduce dall’inglese in un’altra lingua. Non comprende tutte le lingue, ma quelle maggiori.


Se trovi questo blog utile, condividilo pure con gli altri :)


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale WEB DESIGN: HOW TRANSLATION IMPACTS WEBSITE DEVELOPMENT

Monday, 29 April 2013

LOCALIZZAZIONE DEL PRODOTTO E TRADUZIONE DELLA MARCA




Una persona americana laverebbe mai i suoi vestiti con Barf (vomito)? Agire nel modo corretto quando si tratta di lingua e traduzione non è sempre questione di mercato internazionale, a volte bisogna guardare anche dentro casa propria. Una grande sfida per la localizzazione può essere anche quella di essere in un mercato la cui popolazione parla lingue diverse.

Abbiamo letto di recente dei problemi di localizzazione che Kia e IKEA hanno avuto con le traduzioni dei nomi dei prodotti e delle marche; ora un rivenditore al dettaglio americano ha distribuito un prodotto con un’interessante traduzione.

Il rivenditore “Target” ha deciso di chiamare uno dei suoi ultimi modelli di scarpe “Orina”, che in spagnolo, la lingua più parlata negli USA dopo l’inglese, significa appunto “urina”.



Secondo una portavoce di Target il nome della scarpa si riferiva al nome proprio russo “Orina”, che significa pace o tranquillo. Decisamente non è la stessa associazione che un parlante spagnolo farebbe nel momento in cui leggesse o sentisse la parola. Appena il significato della parola è stato scoperto, Target ha deciso di cambiare nome alla scarpa.L’azienda ha rapidamente rimosso la parola dalla descrizione della scarpa dal sito e dalle etichette nel negozio. Saggia mossa.

La scorsa settimana, l’azienda è stata criticata anche per il nome di un altro prodotto: alcuni vestiti di taglia forte di colore “manatee grey” (grigio lamantino). Siccome il lamantino è un grande e pesante mammifero marino, questa decisione è stata considerata come un insulto alle donne corpulente, specialmente perché il colore dei vestiti di taglia più piccola era descritto come “dark heather grey” (grigio erica – la pianta).



Target non è stato certo il primo rivenditore ad usare “orina” o “manatee grey”, ma sembra che stia imparando a proprie spese la lezione sulla localizzazione. Vendere un prodotto ad un pubblico multilingue è difficile, specialmente se si tratta di qualcosa di nuovo; se non vuoi sbagliare, allora l’80% delle volte c’è bisogno di molta pianificazione e di apprezzamento delle lingue e delle culture e del loro impatto sul mondo della vendita al dettaglio. I nomi del prodotto o della marca sono solo una delle tante considerazioni che si possono fare, poi si deve tener conto anche di altri fattori come i messaggi di mercato, la fruibilità dei siti, il POS, il servizio clienti o anche i metodi di pagamento.

Tener conto anche della clientela locale è un fattore importante, come abbiamo imparato attraverso questa storia. Negli USA  il mercato di lingua spagnola è immenso. Perdere una fetta di quella torta significa avere serie conseguenze in termini di profitti. Target l’ha ovviamente capito, avendo prontamente rettificato la traduzione.

Controllare le Traduzioni del Nome del Prodotto e della Marca


Quindi, se sei nuovo nel campo della localizzazione, quali sono i passi da fare per evitare problemi nelle pubbliche relazioni? Bene, hai un budget a disposizione puoi sempre servirti di un’agenzia specializzata in traduzione; le migliori capiranno quali sono le traduzioni e le revisioni da fare per le marche, rendendole appropriate dal punto di vista linguistico e culturale.

Se non hai un budget a disposizione, allora ci sono altre cose che puoi fare da te. Per prima cosa, se alcune persone della tua azienda parlano altre lingue, allora dovrebbero controllare il maggior numero possibile di traduzioni dei nomi dei prodotti e delle marche. Se al contrario nessuna persona parla un’altra lingua, dovrai rivolgerti agli amici, ai tuoi contatti o anche al crowdsourcing. Ad ogni modo trova persone a cui puoi rivolgerti per le potenziali traduzioni dei nomi.

Le domande da fare per una verifica includono:

- Interpretazione generale (quale reazione provoca questa parola?)

- Significati possibili (in quale altro modo potrebbe essere inteso? Altri significati?)

- Connotazioni negative (c’è qualche tipo di associazione negativa?)

- Nomi esistenti (altri prodotti o marche? Marchi di fabbrica?)

- Problemi di pronuncia (Come suona il nome quando è pronunciato? Ricorda altro?)
Questo procedimento dovrebbe essere ripetuto per ogni lingua, cultura e luogo.


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale PRODUCT LOCALIZATION AND BRAND TRANSLATION

LOCALIZZAZIONE E TRADUZIONE DI VIDEOGIOCHI: COME I COREANI PROCEDONO ALL’ADATTAMENTO CULTURALE DEI CONTENUTI PER IL MERCATO AMERICANO




Abbiamo letto molto riguardo alla localizzazione, la traduzione e l’adattamento culturale all’interno dell’industria dei videogame. Quasi sempre si parla di “noi” che ci adattiamo agli altri, ad un Paese o ad una cultura straniera. Non è posta molta attenzione invece ai produttori di videogiochi asiatici che devono localizzare il proprio prodotto per l’Europa o il Nord America.

Bene, adesso abbiamo anche questo nuovo punto di vista grazie al team del gioco coreano Elsword, che ha condiviso i suoi pensieri sulla localizzazione dei giochi!

Sul sito che si occupa di videogiochi, Siliconera, molto è stato scritto sulla localizzazione di prodotti giapponesi per fruitori occidentali. Localizzare giochi coreani, comunque, è completamente diverso! In un articolo trovato su questo sito, i creatori del gioco coreano Elsword spiegano come è avvenuto questo processo di localizzazione.

Quando gli è stato chiesto quale fosse l’aspetto più importante nella localizzazione dei giochi il team non ci ha girato intorno: è fondamentale che il gioco sia compreso dagli utenti stranieri, infatti “mettere al primo posto i nostri giocatori e fargli capire che stiamo ritoccando tutto solo per loro è essenziale per noi”. Questo significa che vogliono conservare lo stesso personaggio del gioco, ma allo stesso tempo adattarne i dialoghi e lo humour per il mercato desiderato.

Quando si localizza un gioco, i programmatori dicono che non si può iniziare semplicemente dal nulla per poi vedere dove ti porta il processo, ma tutto il contrario! La strategia di localizzazione è pianificata molto attentamente e secondo il team ci sono due tipi di contenuti che devono essere trasferiti in una nuova cultura: i contenuti propri del gioco, come il dialogo tra i personaggi, e i contenuti che riguardano gli eventi, cioè gli eventi che hanno luogo in un gioco, come le feste nazionali.



I contenuti del primo tipo possono essere localizzati abbastanza direttamente, in quanto i produttori devono semplicemente assicurarsi che il testo conservi le sue qualità “divertenti e di intrattenimento”. Quelli del secondo tipo sono più complicati. Nella versione americana di Elsword gli eventi sono leggermente modificati – dalle festività scolastiche al periodo di elezioni – per fare in modo che i giocatori nordamericani possano identificarsi in essi. Parte del contenuto di Elsword è stato creato tenendo presente il mercato americano, quindi la localizzazione per questo gioco, dicono i programmatori, è stata un tantino differente. Comunque tutta la localizzazione è stata portata avanti all’interno dell’azienda così da poter apportare cambiamenti il più velocemente possibile.

Notevole è il fatto che persino la Festa di San Patrizio venga menzionata in Elsword, anche perché molti giochi coreani hanno localizzato i propri contenuti solo per il mercato coreano e cinese. Il team di programmatori è concorde nell’affermare che si tratta di qualcosa di particolare, ma ricordano anche di aver aggiunto eventi tipici del Nord America quando hanno creato il gioco. Di conseguenza, la versione occidentale spesso non ha bisogno di essere localizzata, mentre quella coreana sì!. Il team può farlo perché ha una relazione speciale con i programmatori di Elsword: “Siamo l’unico caso in cui gli editori sono controllati al 100% dai programmatori, quindi siamo proprio la stessa azienda!”

I contenuti americani di Elsword stanno facendosi lentamente strada anche tra le altre versioni del gioco. Alcuni costumi creati dai giocatori americani, ad esempio, possono comparire anche in altri giochi, distribuiti nel resto del mondo. Qui, il team ha un motto: “Noi crediamo che bei contenuti debbano essere condivisi da tutto il mondo”.

 “All your base are belong to us” (Tutta la vostra base sono appartengono a noi) – la frase tristemente nota per gli errori in essa presenti, dal videogioco Zero Wing del 1001, è diventata un successo culturale


Come detto prima, il team di Elsword ha personalizzato gli eventi nel gioco per andare incontro ai gusti dei giocatori del Nord America. I programmatori credono di essere diversi dagli altri che progettano giochi, nel senso che impiegano più tempo e sforzi nelle community che vengono create per il gioco, ad esempio attraverso i contest sulla loro pagina Facebook, con i livestream e i tornei settimanali. Uno stand alla fiera degli Anime, ha permesso loro di conoscere i fan: non ci sono molti altri programmatori che fanno ciò!

Siccome i programmatori si trovano negli Usa, i creatori di Elsword sono concordi nell’affermare che può essere difficile mantenersi in contatto con la parte coreana del team. Le video conferenze aiutano a colmare la distanza, anche se a volte è un metodo complicato a causa del fuso orario! Comunque, pensano che lavorare ad orari insoliti sia “solo parte del lavoro”.

Siliconera pensa che il vantaggio che i giochi coreani come Elsword hanno nei confronti degli altri giochi sia che possiedono già una gran quantità di contenuti pronti ad essere inseriti in un nuovo gioco localizzato. Quando il team decide come usare quali contenuti? Il team crede che questi contenuti disponibili siano una manna dal cielo. Calcolano il momento per rilasciare nuovi contenuti durante il tempo libero dei loro giocatori, durante le vacanze invernali o estive, così che i giocatori abbiano più tempo. Se i giocatori lo richiedono, possono addirittura rilasciare i contenuti un po’ prima. Il team di Elsword può avere in mente grandi piani, ma alla fine, sono i giocatori ad avere una grandissima influenza: “Dare ascolto ai nostri giocatori è ciò che guida la maggior parte delle nostre decisioni riguardo ai contenuti”.

Sebbene questo esempio di localizzazione provenga dall’industria dei videogiochi, qualsiasi settore può prendere spunto da questo modo di fare. La localizzazione e la traduzione dovrebbero essere parte di una strategia che inizia dal principio e non in un secondo momento. Se cerchi aiuto per qualsiasi elemento che riguardi la comunicazione per lo sviluppo globale della tua azienda, specialmente per i servizi di localizzazione e traduzione, rivolgiti a noi!


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale VIDEO GAME LOCALIZATION AND TRANSLATION: HOW KOREANS CULTURALLY ADAPT CONTENT FOR AMERICA

Thursday, 25 April 2013

L’EFFETTO CONTROPRODUCENTE PER IKEA NELLA LOCALIZZAZIONE IN ARABIA SAUDITA



Un’affascinante storia pubblicata su Metro, quotidiano svedese, solleva alcune intriganti questioni sulla localizzazione e i suoi valori.

Il giornale ha analizzato le versioni saudita e svedese del catalogo IKEA e ha attaccato la multinazionale per aver cancellato le immagini delle donne dalla versione saudita.



L’incidente ha sollevato la questione dell’uguaglianza tra uomo e donna in Svezia e all’interno della stessa IKEA. L’azienda ha rilasciato una dichiarazione esprimendo il suo rammarico e dichiarando: “Avremmo dovuto capire che escludere le donne dalla versione saudita del catalogo è in conflitto con i valori del Gruppo IKEA”.

In ogni caso, IKEA ha sbagliato a fare ciò che ha fatto? Anche un esperto di localizzazione avrebbe potuto portare IKEA a fare esattamente la stessa scelta.

Includere immagini di donne avrebbe potuto portare alla censura, nel caso fossero state ritenute inappropriate.



Il Paese ha dei team incaricati di analizzare ed eventualmente censurare ogni singolo pezzo di materiale che sta per essere venduto nel Regno arabo-saudita. Cosa censurano e perché è tutto un altro discorso, ma in breve, se IKEA si fosse imbattuta nella censura saudita ci sarebbe stata la possibilità che il catalogo sarebbe stato colorato di nero o peggio ancora che IKEA avrebbe dovuto rifarlo. Per l’azienda valeva la pena rischiare?

Se consideri che neanche il neonato presente sulla copertina dell’album dei Nirvana “Nevermind” è sfuggito all’occhio censorio saudita, come avrebbe potuto IKEA?



Questa è una questione interessante: compromettere o no i tuoi valori nazionali o aziendali per avere un maggiore appeal verso un altro Paese e per venire incontro ai valori di nuovi clienti?

Cosa ne pensi? Facci sapere sulla nostra pagina Twitter o Facebook. Siamo desiderosi di conoscere le tue opinioni!


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale IKEA'S SAUDI LOCALIZATION BACKFIRES IN SWEDEN

GRANDE RICHIESTA DI SERVIZI DI TRADUZIONE INTERNAZIONALE



Nonostante molti settori stiano navigando in acque agitate, i mari del settore della localizzazione sembrano calmi come le acque di un laghetto. La crescente domanda di servizi correlati alla localizzazione e all’internazionalizzazione, sta anche avendo come conseguenza diretta un impatto sui servizi di traduzione internazionale.

Secondo Develop, i contenuti localizzati oggigiorno sono sempre di più e quindi lo sono anche il numero di lingue. I localizzatori hanno sottolineato che questo significa un rischio di abbassamento qualitativo delle traduzioni che devono portare a termine, a causa della crescente domanda, dei sempre più numerosi prodotti e della maggiore pressione.

Grandi agenzie di traduzione come Localsoft, Testronic e Universally Speaking hanno notato che l’interesse verso i loro servizi sta crescendo in gretta. Nell’attuale clima economico, questa è una grande cosa, ma significa anche che le aziende devono sviluppare un metodo di lavoro più efficiente o completamente diverso. Il vicepresidente della Testronic Lab Alistair Harsant che si occupa delle operazioni legate ai giochi ha detto: “Gli ultimi anni hanno visto il bisogno di più lingue, un tempo minore per i test e un budget più ristretto con il quale lavorare. Per soddisfare le richieste di questi clienti dobbiamo costantemente rivedere la nostra efficienza, la nostra tecnologia e il nostro personale”.

Molti contenuti sono solitamente tradotti in francese, tedesco, italiano e spagnolo. Negli ultimi anni, comunque, sono emersi nuovi mercati in campo internazionale, come ad esempio quelli del Brasile, della Cina e del Medio Oriente: questo spiega perché sempre più persone chiedano delle traduzioni in ad esempio portoghese (brasiliano), arabo, cinese e turco.


 [mappa dei mercati emergenti]


Anche le nuove tecnologie influenzano l’aumento della richiesta. Anna Wojewodzka, che è il responsabile operativo alla Universally Speaking, dice: “Poiché sempre più giochi sono distribuiti su piattaforme mobili e spesso autopubblicati, la quantità di testo nei giochi è in calo, mentre il numero di progetti di cui ci occupiamo è in aumento”.

I clienti delle agenzie di localizzazione non solo chiedono un maggior numero di traduzioni in varie lingue, ma richiedono anche una risposta veloce. Per fortuna dei localizzatori, non tutto questo peso deve essere caricato sulle loro spalle. Wojewodzka dice: “C’è bisogno di un servizio senza sosta per per occuparsi di traduzioni brevi, che necessitano di essere tradotte subito. Siccome questo trend avanza, diventiamo sempre più svelti e reattivi per fare in modo di non causare ritardi nel processo di sviluppo, ma anzi di integrare il nostro processo”.

Il settore della localizzazione è in fermento, in quanto sempre più aziende guardano all’estero per maggiori entrate e realizzano il bisogno di parlare la lingua locale e quindi la domanda per i servizi di localizzazione e traduzione cresce e continuerà a farlo: questo è fuor di dubbio. Le domande più interessanti sono quale forma essa assumerà, come il settore standardizzerà le traduzioni, come miglioreranno i prodotti e come saranno ridotti i costi. Noi siamo sicuri che molte innovazioni devono ancora avvenire!


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale INTERNATIONAL TRANSLATION SERVICES IN HIGH DEMAND

Wednesday, 17 April 2013

PROBLEMI CULTURALI NELL’ACQUISIZIONE DI LEHMAN BROTHERS DA PARTE DI NOMURA


Dopo il tracollo della Lehman Brothers ci furono molte società desiderose di acquistarne una parte. Una di loro era la Nomura, che voleva il ramo asiatico dell’azienda.

Il progetto era potenzialmente molto conveniente per entrambe le parti. Le figure principali della Lehman Brothers potevano conservare il loro lavoro ed entrare a far parte di una delle maggiori aziende asiatiche di servizi finanziari. La Nomura, dall’altra parte avrebbe avuto un’altra possibilità di realizzare il suo sogno di diventare un’azienda globale. Comunque non era destino che questo accadesse.

Fattori culturali

Ci furono numerose ragioni che portarono al fallimento su due diversi livelli: un macrolivello e un microlivello.

Il primo insieme di differenze (macrolivello) sta nella diversa cultura aziendale e nei diversi valori di corporate. L’azienda della Lehamn era abituata ad un modo molto aggressivo, rischioso e basato su un sistema decisionale veloce per condurre gli affari, e inoltre dava molta importanza al lavoro di squadra. La Nomura, d’altra parte, aveva una struttura fortemente gerarchizzata e conservatrice e preferiva entrate costanti ma moderate, piuttosto che molto alte, ma momentanee (Soon Young Choi, 2011: 26).

Per quanto riguarda i valori aziendali, l’atteggiamento verso i clienti era abbastanza diverso tra le due aziende. La Lehman preferiva entrate a breve termine piuttosto che relazioni a lungo termine (un altro esempio di diversa impostazione a breve e lungo termine). La Nomura, al contrario, preferiva lavorare con una clientela stabile ed affidabile, piuttosto che prendersi rischi per affari potenzialmente fruttuosi.

Un altro grande problema era quello della fiducia. Per qualsiasi cosa, la Nomura affiancava ai dipendenti della Lehman delle “ombre”, che prendevano continuamente nota delle loro performance. Anche I dirigenti di alto livello erano constantemente tenuti d’occhio. Oltre alla comprensibile irritazione, questo comportamento alimentò il sospetto che la Nomura non si fidasse delle risorse umane dell’azienda appena acquisita.

I problemi al microlivello erano anch’essi molti. La cosa più sorprendete e l’esempio più vivido era il modo in cui la Lehman Brothers trattava le donne.

Subito dopo l’acquisizione, la Nomura indisse una serie di corsi per semplificare il processo di integrazione. Un’idea potenzialmente molto buona, che assunse una forma piuttosto particolare: le donne e gli uomini erano separate. Alle donne veniva detto come portare i capelli, quale fosse l’abbigliamento richiesto e persino come servire il tè! E perdipiù ci furono un paio di casi in cui gli impiegati donna non potevano prendere parte ai meeting a causa di una politica restrittiva.

L’impatto finanziario dovuto alle differenze culturali


Queste enormi differenze e una chiara imposizione della cultura della Nomura sugli ex impiegati della Lehman Brothers ebbero conseguenze tremende. Nei primi tre mesi le perdite furono stimate intorno ai 591 milioni di dollari.

All’inizio la Nomura dichiarò che gli obiettivi dell’acquisizione erano due: avere un punto d’appoggio fuori dal Giappone ed assumere e trattenere le figure più importanti della Lehman Brothers. Proviamo a comparare gli obiettivi e i risultati.

Le perdite stimate nel 2008 e nel primo trimestre del 2009 furono circa 8,700 miliardi di Yen (Soon Young Choi, 2011: 33). Dopodiché la Nomura iniziò a generare profitti, che comunque non erano significativi se comparati a quelli della concorrenza. Qui sotto ci sono  i profitti della Nomura e dei suoi concorrenti (primo trimestre del 2009).

- Nomura: 207 milioni di Yen
- Goldman Sachs: 3,46 miliardi di Yen
- Morgan Stanley: 1,78 miliardi di Yen
- Citigroup: 4,43 miliardi di Yen

Per quanto riguarda il non aver cambiato gli impiegati, la lunga serie di abbandoni e di pensionamenti terminarono con le dimissioni di Jasjit “Jesse” Bhattal nel gennaio del 2012. A causa della partnership altri “pesi massimi” decisero di lasciare, inclusi Alexis de Rosnay (2008), Brian O’Connor (maggio 2009), Jane Wang (2010), Thomas Siegmund (marzo 2010), Colin Banfield (marzo 2010), Sigurbjorn “Siggi” Thorkelsson (marzo 2010), Adrian Mee (aprile 2010), Glenn H. Schiffman (marzo 2011), Rachid Bouzouba (marzo 2011), Philip Lynch (luglio 2012) and Tarun Jotwani (gennaio 2012)

La combinazione di difficoltà finanziarie, che diedero una forte frenata alle ambizioni della Nomura, e le defezioni di massa del gruppo proveniente dalla Lehman, fornì ottime ragioni per concludere che questa partnership non aveva raccolto i profitti anticipati. L’enorme gap nella cultura aziendale e i valori e la sensazione di soffocamento che alla fine causarono i vari abbandoni, giocarono un ruolo fondamentale nel fallimento della prospettiva di successo.

Tata acquisisce Jaguar Land Rover < articolo precedente – articolo successivo > BNP Paribas acquisisce Fortis

Fonti

http://dealbreaker.com/2009/07/nomura-finding-lehman-employees-to-be-extremely-difficult-particularly-those-damn-women/
http://dealbook.nytimes.com/2012/08/31/nomuras-failed-global-ambitions/
http://blogs.wsj.com/deals/2012/08/22/where-are-nomuras-former-lehmanites/


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale CULTURAL PROBLEMS IN THE NOMURA LEHMAN BROTHERS ACQUISITION

Tuesday, 9 April 2013

VENDITA AL DETTAGLIO ONLINE – L’AFFLUSSO E LA FEDELTÀ NELLO SHOPPING INTERNAZIONALE VIRTUALE



Per vendere i tuoi beni o servizi online devi diventare un rivenditore virtuale e se desideri venderli all’estero la cosa migliore da fare è scoprire chi sono i tuoi acquirenti e cosa vogliono: devi localizzare.

Secondo Chloe Rigby, per  procurarsi nuovi clienti nel tuo Paese natio il modo migliore è il passaparola. Nel suo articolo “Passaparola” (vendita al dettaglio online, gennaio 2013), Chloe spiega che negozi fisicamente grandi o una buona reputazione online sono tutto ciò che serve per attirare le persone: una volta dentro possono essere fidelizzate grazie ad un buon servizio clienti.

Ma come attrarre e mantere nuovi clienti nel mercato online straniero o internazionale? Rigby crede che questa sia una sfida più ardua in quanto si deve tener conto delle differenze linguistiche e culturali, ma crede che il processo sia essenzialmente lo stesso.

Assicurarsi uno spazio  nel mercato al dettaglio online non è difficile e Rigby fa l’esempio dell’azienda mobiliare Wayfair.




Quest’azienda statunitense si è espansa in Canada, Germania, Regno Unito e Australia. L’amministratore delegato, Niraj Shah, dice che un mercato di vendita al dettaglio inizia con la pubblicità online e che questa pubblicità non è semplicemente rivolta al pubblico: “Tu fai pubblicità con i clienti che comprano le tue cose, questi poi ne parlano con amici e colleghi dicendo come si sono trovati – ed è proprio cosi che ci siamo fatti conoscere.”

Dopo che le pubblicità sono diventate di pubblico dominio, Wayfair solitamente conduce ricerche sulla stampa locale e su come organizzare le pubbliche relazioni. Poi la pubblicità da virtuale diviene fisica e alla fine ci si concentra maggiormente sul logo.

Rigby continua dicendo che un sito può anche essere il più bello e funzionale della rete, ma c’è bisogno che esso compaia sui motori di ricerca per essere notato. È essenziale comparire sui media locali e nelle pubblicità online che spuntano quando le persone cercano determinati prodotti. Tutto ciò ruota intorno ad un’unica cosa: farsi una reputazione.

Il modo di procedere potrebbe essere leggermente diverso da ciò a cui si è solitamente abituati in Italia o in un altro Paese: ad esempio, non tutti i Paesi usano lo stesso motore di ricerca. Inoltre, Paesi diversi usano parole diverse per le ricerche. Andrew McClelland, direttore generale dell’associazione di vendita al dettaglio online IMRG, crede che ricercare le parole più popolari possa essere molto vantaggioso per l’ottimizzazione dei motori di ricerca. In ogni caso avverte i venditori: “Non credete che una traduzione letterale del nome di un prodotto da una lingua ad un’altra abbia la stessa sfumatura di significato”. Suggerisce infatti alle imprese di assumere un’agenzia di traduzione specialistica con esperienza nella traduzione delle parole chiavi o un parlante nativo per evitare traduzioni imbarazzanti.

Oltre alla localizzazione dei termini di ricerca, le imprese dovrebbero anche fare ricerche di mercato su quali sono le preferenze del mercato d’arrivo. Paul Bolton della Ivis Group crede che nonostante i clienti possano essere attratti dalla britannicità dei prodotti inglesi, i rivenditori dovrebbero bilanciare questo elemento con le abitudini locali. “A molti consumatori, specialmente nel Sud-Est Asiatico, piace avere qualcosa di affine al loro stile di shopping”. Dopo aver sistemato il design del tuo sito e del tuo negozio, è importante dare uno sguardo anche al mix dei tuoi prodotti. Bolton dice infatti: "I rivenditori con maggiore fortuna mettono insieme prodotti locali e i loro prodotti standard così da avere un mix del meglio di entrambi i mondi”.

Rigby afferma che sebbene le imprese debbano tener conto delle differenze culturali, alcuni aspetti della comunicazione, come le recensioni e gli apprezzamenti, hanno valore in tutti i Paesi. È in ogni caso importante presentarli nella lingua locale. Anche altri aspetti richiedono di essere adattati: "I clienti in Tailandia e Malesia sono molto amichevoli e il loro approccio allo shopping si basa proprio su un fattore di tipo sociale... A loro piace vedere quante persone hanno comprato o stanno comprando qualcosa oggi”, aggiunge Bolton. “Se invece vai da qualche altra parte, come in Cina, alle persone non piace guardare quanta gente ha comprato qualcosa. Se troppe persone l’hanno comprata, non venderai altrettanti articoli dello stesso prodotto”.




Secondo Rigby anche capire che Paesi diversi utilizzano tecnologie diverse è importante. Ad esempio la Gran Bretagna può contare fortemente sull’uso dei computer, ma in Italia, molte persone fanno acquisti online tramite gli smartphone. Questo è vero anche per i mercati emergenti e significa che in certi casi potresti dover investire più soldi nelle strategie di Mobile Commerce (M-commerce) per i mercati esteri che per quello del tuo Paese.

Anche Paul Gault, direttore strategico della Sponge, sottolinea l’importanza delle strategie riguardanti i dispositivi mobili. Crede infatti che gli utenti che utilizzano tali dispositivi siano più influenzati dai messaggi di testo rispetto ai clienti che navigano sul web con i computer. Inoltre, i siti ottimizzati per i cellulari sono la chiave di volta, essendo maggiormente compatibili con gli smartphone. Come dice Gault: “C’è un numero sempre maggiore di persone che cerca le cose sul cellulare e se il tuo sito è ottimizzato in tal senso, sarai più in alto nei ranking, quindi cliccando sul tuo sito e trovandolo soddisfacente, sarà più probabile che le persone comprino da te”.



Infine Rigby spiega che solo perché un’azienda ha una certa reputazione sul territorio nazionale, questo non significa necessariamente che lo stesso accadrà anche nel mercato estero. I rivenditori devono avere la mente aperta  quando adattano i loro messaggi per mercati nuovi, come dice McClelland. Egli fa l’esempio di un negozio di abbigliamento inglese che è diventato famoso per  le sue calzarure in un mercato straniero. Entrare in un nuovo mercato perciò richiede un grande tasso di flessibilità.

Comunque, oltre alle esigenze dei nuovi mercati che fanno pressione su di te in quanto venditore, Rigby crede che ci siano molti vantaggi nell’espandersi sul mercato online straniero: "Quando la realtà è diversa dalle aspettative, è ora di cambiare strategia. Ma in ultima analisi, conoscere un nuovo gruppo di consumatori e farli rispecchiare nella realtà che vogliono vedere, può essere un approccio molto redditizio”.

Sapevi che solo il 26.8% degli utenti internet ha come lingua madre l’inglese? Il cinese, lo spagnolo, il giapponese, il portoghese, il tedesco, l’arabo, il francese, il russo e il coreano insieme sono al 55%. Lo vedi il potenziale?

Se sei interessato alla vendita al dettaglio online su scala internazionale, contattaci attraverso i nostri servizi di Localizzazione & di Traduzione per la vendita al dettaglio.


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale INTERNET RETAILERS - FOOTFALL AND LOYALTY IN INTERNATIONAL ONLINE SHOPPING