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Tuesday, 28 May 2013

PAROLE INGLESI DI ORIGINE ARABA


Quali parole inglesi hanno un’origine araba? La nostra stagista Zoe, traduttrice dall’arabo all’inglese,  esplora un po’ della storia linguistica chel’inglese e l’arabo hanno in comune.

L’inglese è pieno di parole che provengono da altre lingue. Se da una parte sicuramente saprai che le parole dell’inglese moderno derivano da lingue come il latino e il greco, sapevi anche che ci sono molte parole che provengono dal’arabo? Alcune di queste sono molto usate ogni giorno. Ecco qui un piccolo assaggio delle mie parole preferite che forse non sapevi essere di origine araba.

Le mie 5 parole preferite che vengono dall’arabo:




Quando si parla di Medioriente, una delle ultime cose a cui si pensa è l’alcol (alcohol in inglese), che è in realtà una parola tradotta dall’arabo: “al kohl” (الكحل). In verità questa parola in origine non si riferiva all’alcol che noi oggi conosciamo, infatti “kohl” si riferiva alla cipria, quella usata per truccarsi. Comunque, la parola si è evoluta nel tempo ed è stata collegata in Latino al processo di distillazione del vino , da cui si è sviluppato il significato odierno.



Gli arabi ci hanno anche fornito la parola di un’altra famosa bevanda, quella preferita dai caffeinomani, ossia il caffè (coffee in inglese). La parola araba è “qahwa” (قهوة ): lo Yemen fu il primo grande esportatore di caffè nel XV secolo e si dice che la parola sia nata in questo Paese. La parola fu trasformata in turco in “kahvah” e poi in italiano in caffè. La parola Mocaccino è stata coniata dal nome del porto di Mocha nello Yemen.

E ovviamente, come molti arabi direbbero, il modo di bere il caffè è con molto... zucchero (sugar)! Altra parola che deriva dall’arabo e altra parola che rientra nella categoria cibo e bevande! La parola araba “sukkar” (سكر) deriva dalle coltivazioni estensive di canna da zucchero durante il Medioevo, che sebbene nate in India, divennero (e sono tuttora) una coltura base per molti arabi, specialmente in Egitto (dove lo zucchero viene aggiunto nei succhi di frutta per renderlo più gustoso).

E a proposito di succhi di frutta, uno dei gusti preferiti in Medioriente è quello al limone (lemon), altra parola di origine araba. I limoni furono introdotti nelle aree mediterranee dagli arabi in pieno Medioevo. “Limon” (ليمون) divenne il nome del frutto iniziò ad essere usato insieme alle parole lime e arancia, ”lim” (ليم) and “naranj” (نارنج).

Dunque per evitare un finale amaro, la mia ultima parola, che ancora una volta si riferisce ovviamente al cibo,  è caramella (candy). La parola “qandi” (قندي) è traducibile con zuccherato ed anch’essa deriva dalla produzione di zucchero di canna “qand” (قند) in Medio Oriente: la parola entrò a far parte della lingua inglese nel Basso Medioevo.

Ecco, questa è la mia piccola lezione di storia ed etimologia per oggi! Spero che la troverete utile!

Hai in mente altre parole come queste? Twittaci e facci sapere - @_kwintessential


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale ENGLISH WORDS THAT TRANSLATE FROM ARABIC

BUSINESS IN GHANA: “NIENTE CIBO PER CHI È PIGRO”


 “Niente cibo per chi è pigro”: è un modo di dire comune ad Accra. In Ghana ci sono molti proverbi che servono ad illustrare i valori dei ghanesi e questo è il primo che ho incontrato oggi, durante il mio primo giorno qui.

Siamo arrivati ad Accra ieri e sono stata immediatamente colpita dall’entusiasmo pan-africano mostrato su grandi cartelloni pubblicitari posti sulle strade principali. Come noi tutti sappiamo, c’è stata una crescente curiosità nei confronti dell’Africa in Occidente (anche da parte di alcuni clienti) ed avendo notato alcune mancanze, come ad esempio scarsità di trainer sul campo, il bisogno di sviluppare abilità e la necessità di un addestramento in generale, abbiamo deciso di investigare la realtà e il potenziale per espandere i nostri servizi da e verso l’Africa. Il Ghana è solitamente definito “L’Africa per i principianti” e perciò abbiamo deciso che questo sarebbe stato il luogo ottimale per iniziare.

Prima di arrivare, abbiamo provato ad organizzare qualche meeting, in quanto abbiamo appreso che i ghanesi preferiscono parlare faccia a faccia e se non c’è la possibilità di un incontro diretto, i tuoi affari non saranno considerati poi molto importanti. Qundi grazie alla UKTI che ha sponsorizzato parte del nostro viaggio, siamo potuti restare ad Accra buona parte della settimana e abbiamo avuto la possibilità di incontrare altre agenzie di traduzione o di training e di capire come funziona il business qui e perciò testare quello che la guida diceva.

Nei prossimi giorni voglio condividere con voi alcune riflessioni sugli aneddoti e sulle impressioni avute a caldo.


[La pesca sulle spiagge di Accra]

Come molte altre società basate sul collettivismo, la cultura ghanese è fondata sui rapporti interpersonali. Una splendida raffigurazione di come ciò avvenga nella vita quotidiana ce l’ha fornita la nostra passeggiata sulle spiagge di Accra durante la quale abbiamo visto come le persone collaborino insieme per lo stesso obiettivo: circa venti tra uomini, donne e bambini, persone di tutte le età, aiutavano i pescatori a trascinare la rete da pesca fuori dal mare. Qui condividere vuol dire avere a cuore (altro proverbio che abbiamo sentito mentre dividevamo una ciotola di fufu e di arachidi con fabbricatori di batterie del luogo) ed avere a cuore non ha prezzo. La cura che le persone hanno avuto nell’indicarci la giusta direzione e gli sforzi fatti per farci sentire a casa sono stati qualcosa che non ho mai trovato da nessun’altra parte.

Ho anche imparato che le persone non possono sottovalutare l’importanza dei saluti, delle strette di mano e delle presentazioni. Si impega molto tempo  in questi convenevoli prima che si inizi a parlare di affari. Inoltre, imparare alcune parole in twi (una delle 46 diverse lingue parlate in Ghana e molto parlata ad Accra) aiuta ad abbattere le barriere e a far sorridere le persone del luogo.

Bisogna menzionare anche la cordialità delle persone, l’energia e lo spirito imprenditoriale. Nonostante l’alto tasso di disoccupazione, è facile da notare un certo ottimismo contagioso ed anche le persone che abbiamo conosciuto oggi, che non hanno frequentato l’università o che comunque non hanno ricevuto alcuna istruzione dopo i 10 anni, conoscono l’importanza dello sviluppo delle abilità e del duro lavoro... perché come dicono qui: niente cibo per chi è pigro.


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale BUSINESS IN GHANA: “THERE’S NO FOOD FOR A LAZY MAN”

Monday, 13 May 2013

COME DIRE ED USARE IL “NO” IN ARABO



Vuoi fare un viaggio in un Paese arabo? Vuoi imparare qualche frase in arabo? “No” è una delle parole di importanza cruciale che hai bisogno di conoscere. La traduttrice inglese, che lavora con l’arabo, Zoe Trunks spiega il perché.

La parola “No”, per quanto piccola e poco appariscente, è una delle parole base che chiunque studia una lingua inevitabilmente impara. In arabo non è diverso. La parola per “No” è “La”, ma conoscere semplicemente queste due lettere non è sufficiente, in quanto anche se in superficie può sembrare una parola di base, è in realtà la parola più importante e che userai con più frequenza tra quelle del tuo repertorio arabo.

Come usare la parola “La” è una delle cose base che avrai bisogno di conoscere sia se vai in vacanza, sia se passi un periodo più lungo in un Paese arabo.

Avendo vissuto al Cairo negli ultimi sei mesi per studiare la traduzione dall’arabo, posso dire in tutta onestà che questa è la parola che ho piu spesso usato. La vita in una città o in un paese araboè ben lontana dalla vita inglese e ogni giorno nonostante tu svolga tante piccole azioni che sembrano familiari e normali, come andare a fare shopping o prendere un taxi, esse risultano completamente diverse. È qui che quelle due lettere prendono vita.



Molte persone usando la parola No, anche con frequenza, la utilizzano con prudenza e attenzione per evitare di risultare scortesi (a meno che questo non sia l’effetto desiderato). Quando devi rispondere ad una domanda che implichi un sì o un no, domande come “Hai bisogno di un taxi?” o “Vuoi entrare nel mio negozio?” sembrano quasi un bombardamento e così l’uso costante della risposta “la shukran” (no grazie) trasforma questa breve e cortese risposta nella frase più lunga che ti sembra di aver mai pronunciato.  Più il caldo aumenta, più tu ti surriscaldi e quindi “la” diventa la parola più lunga che riesci mettere insieme.

Fin qui tutto bene, dirai, ma “Come si usa propriamente la parola “La”? Bene, la prima cosa da fare in certe situazioni è evitare il contatto visivo e continuare a camminare nella tua direzione e fare ciò che stai facendo, poi la cosa più importante è essere convincente e diretto e così un netto e determinato “La!” sarà efficace: in caso di dubbio poi puoi sempre ripeterlo!

Questo potrebbe sembrare ridicolo, ma credetemi, questa parola renderà la tua vita più facile e ti farà sentire come una persona del posto! E come per le offese, quelli che ti continuano ad invitare nei loro negozi o ti chiedono di prendere il loro taxi ci passeranno sopra e chiederanno alla prossima persona.



Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale HOW TO SAY AND USE NO IN ARABIC

Tuesday, 7 May 2013

TRADUZIONE E INTERPRETARIATO: L’EREDITÀ DEL TPIY A L’AIA



Nonostante il lavoro del Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia (TPIY) sia quasi terminato, esso può ancora insegnare agli altri tribunali penali un paio di cose sulla traduzione e l’interpretariato.

Secondo l’Economist, il lavoro al Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia a L’Aia, sta lentamente avviandosi alla fine. Dal 2004, il tribunale non ha incriminato una sola persona e al momento, solo 3 su 161 casi sono in corso di giudizio. Con tutto il tempo a disposizione, il tribunale sta iniziando adesso a valutare l’eredità che esso si lascerà alle spalle.


 [Karadzic inizia il suo discorso di difesa al TPIY, a L’Aia]


Un’eredità riguarda sicuramente la lingua, la traduzione e l’interpretariato.

Qualsiasi tribunale internazionale deve avere a che fare con la traduzione e l’interpretariato e quindi con la velocità in cui questi devono aver luogo. Il TPIY è più veloce del suo successore, la Corte Criminale Internazionale. Questo è dovuto in gran parte al fatto che il TPIY si occupa di una singola regione linguistica. Ci sono solo tre maggiori lingue di lavoro: l’inglese e il francese, che sono le lingue ufficiali delle Nazioni Unite, e il “BCS” (bosniaco/croato/serbo).

Le sfide poste da queste diverse lingue sono molto più difficili di quanto possano sembrare a prima vista. Il gruppo viene solitamente diviso in serbo-croato e bosniaco, anche se a volte si può fare una differenziazione tra tutte e tre le lingue. Il croato e il bosniaco si servono dell’alfabeto latino, mentre il serbo usa il cirilico. Inoltre, tutte e tre le lingue hanno dei dialetti, che non sono delimitati con precisione all’interno delle nazioni. Inoltre ognuna delle tre le lingue può essere capita dai parlanti delle altre due. Nonostante la Jugoslavia si sia divisa in tanti Paesi e i nazionalisti tendano ad enfatizzarne le differenze, per il tribunale esse fanno tutte parte del BCS.

Di conseguenza, il PSIY può fornire velocemente ai suoi dipendenti, imputati e testimoni un servizio di interpretariato di alta qualità. Questi servizi di traduzione sono così buoni che nell’aula di giustizia sembra quasi che il dialogo avvenga in una sola lingua. Il BCS rappresenta tre lingue di tipo SVO (soggetto – verbo – oggetto), il che le rende facilmente traducibili in inglese.

Nel 2006 il Tribunale ha introdotto anche un sistema di gestione elettronico, E-court, che permette di proiettare sugli schermi dell’aula una trascrizione live dall’inglese al francese . In questo modo, le parti possono  impugnare la traduzione, il che può essere cruciale per il caso. Per assicurare l’accuratezza, la traduzione dei testimoni che non sono in inglese o francese devono essere mantenute in queste lingue. E-court permette anche ai testimoni di restare dove sono ed inviare la loro testimonianza tramite video. La traduzione simultanea in tal caso occorre a distanza.

Un altro vantaggio che il PSIY ha sugli altri tribunali è che non si occupa di alfabeti molto diversi dal nostro, come quello arabo, che spesso crea diversi problemi agli avvocati occidentali che devono leggere molti pagine manoscritte in arabo.

Solo il tempo dirà quale sarà l’eredità del PSIY, ma una cosa è certamente vera: il tribunale ha gestito il problema della lingua molto bene.


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale TRANSLATION AND INTERPRETING: LEGACY OF THE ICTY, HAGUE

Wednesday, 1 May 2013

L’APP DELLA SAMSUNG PER SMARTPHONE CHE TRADUCE LE CONVERSAZIONI IN TEMPO REALE



Un traduttore del linguaggio parlato in tempo reale? Un po’ troppo alla Star Trek secondo te? Ripensaci! Il mese prossimo, la Samsung darà vita a quella che finora era solo finzione scientifica attraverso l’industria degli smartphone: una traduzione vocale in tempo reale e per giunta con un senso!

In un articolo su InfoWorld, Stepghe Lawson spiega tutto ciò che c’è da sapere sul nuovo Samsung Galaxy S4. Alla fine di maggio, questo telefono sarà venduto in 155 Paesi di tutto il mondo. Lo smartphone avrà anche un’applicazione molto speciale: l’app S-Translator.

Secondo Samsung, quest’app è capace di catturare le parole in una lingua e riprodurle in un’altra. Inoltre, questo avviene alla velocità della conversazione! Per il primo lancio, saranno supportate dieci diverse lingue.



I programmatori del software stanno lavorando su un dispositivo che traduca le conversazioni in tempo reale da anni. Nel 2008, il gigante della rete Cisco aveva già promesso un sistema di traduzione che sarebbe terminato nel 2009, ma ha dovuto rimangiarsi le promesse fatte quando si è accorto che realizzare un tale sistema era molto più difficile del previsto.

S-Translator potrebbe rappresentare un grande balzo in avanti, ma secondo i ricercatori, la tecnologia non è ancora capace di dare un punto di svolta completo alle barriere linguistiche. Le lingue sono semplicemente troppo complesse per questo. L’analista di Opus Research, Dan Miller afferma: “Anche se gli esseri umani lo fanno, la traduzione in tempo reale resta ancora molto complicata e non penso che siamo giunti ad un punto di svolta”.

S-Translator sarà capace di tradurre messaggi di testo, email e messaggi vocali, ma il suo fascino più grande risiede nello “scenario faccia a faccia”. Al lancio del Galaxy S4, alcuni attori hanno ricostruito una conversazione tra un escursionista americano ed un uomo cinese. L’escursionista poneva la sua frase al cellulare, il quale era capace di recitare la frase in cinese mandarino e viceversa la frase dell’uomo cinese veniva convertita in inglese.


Sviluppare un sistema capace di tradurre le conversazioni è molto difficile in quanto coinvolge tre processi differenti. Ananth Sankar, ingegnere del Gruppo Collaboration and Technology di Cisco, li evidenzia, dicendo che il discorso deve prima essere convertito in testo, le parole poi devono essere tradotte correttamente e infine questa traduzione deve essere convertita nuovamente in discorso parlato. Il problema principale, dice Sanjar, è il modo in cui parliamo alle persone. Nelle conversazioni abbiamo delle pause e delle incertezze, ci correggiamo, ricominciamo la frase da capo, il che significa che noi non parliamo con la stessa scioltezza davanti ad una persona, come invece faremmo davanti ad un pubblico.


Sankar crede che tradurre testi rappresenti una sfida diversa per ogni lingua. Alcune di queste sfide possono essere affrontate quando si confrontano documenti molto grandi che sono stati tradotti da traduttori umani. Comunque, Sankar dice che non sono ancora disponibili tutte le lngue, quindi l’accuratezza delle traduzioni può variare. Secondo lui, la traduzione in tempo reale è abbastanza accurata nei campi del business, della tecnologia, della legge e dell’assistenza per i viaggi. La traduzione e la trascrizione dei discorsi preparati, ad esempio, è accurata al 90%.

Un’altra idea errata sui sistemi di traduzione è che la traduzione può avvenire tra tutte le lingue che il sistema supporta. Questo non è vero: la traduzione è possibile solo tra certe coppie di lingue. S-Translator è capace di tradurre dall’inglese (sia quello americano che britannico) al francese, tedesco, italiano, spagnolo latino-americano, portoghese brasiliano, coreano, cinese mandarino e giapponese. Le ultime tre possono essere anche tradotte tra loro.

Samsung ha creato il suo software di traduzione personale. C’è comunque una limitazione al sistema: c’è bisogno di una connessione a internet ad un server di traduzione online per l’interpretazione in tempo reale. Siccome il sistema offre una soluzione perfetta nel caso di problemi in un Paese straniero, questo potrebbe essere un problema. Dan Miller dice: “Molte aziende non pensano al fatto che avere una connessione a volte può essere molto costoso se non si è sul territorio nazionale”. L’applicazione gratuita Jibbigo è un’eccezione, in quanto richiede un server, ma gli utenti possono comprare i moduli di traduzione anche offline. Anche S-Translator presenta un discreto numero di frasi utili a cui si può accedere offline.

Sia Sankar che Miller credono che il riconoscimento del parlato e la sua traduzione stiano costantemente migliorando.Questo ha a che fare in parte con il fatto che il software attuale “migliora” le sue abilità traduttive grazie ad ogni traduzione che esegue. Secondo Sankar, Cisco crede persino alla possibilità in futuro di tradurre le videoconferenze in tempo reale. Aggiunge però che ci sono delle limitazioni a ciò: ci potrebbe essere bisogno di discussioni formali e preparate tra due parlanti. Sankar dice: “Qui a Cisco crediamo che arriverà il giorno in cui potremo avere una web conference con qualcuno dall’altra parte del mondo, che parla un’altra lingua, con uno stile conversazionale molto naturale e fluente”. L’unico lato negativo di ciò? Ci vorranno ancora 5/10 anni perché questo giorno arrivi.

I dispositivi di traduzione in tempo reale potrebbero presentare alcuni ostacoli da affrontare prima che raggiungano gli standard richiesti dal pubblico, ma Miller crede che tutto avverrà al tempo giusto: “Devi solo mostrarti paziente e capire che il sistema non è perfetto, ma si migliora costantemente”.

Perché ci interessa ciò? Kwintessential offre traduzioni per i settori delle Telecomunicazioni e della Tecnologia; le innovazini nel settore della traduzione comportanto uno sviluppo per noi e per la nostra azienda. I cambiamenti nella tecnologia significano un cambiamento nel modo di porsi delle persone nei confronti della tecnologia per superare le sfide traduttive. Tempi davvero interessanti!


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale SAMSUNG'S REAL TIME SPEECH TRANSLATION APP FOR SMARTPHONES

Tuesday, 30 April 2013

WEB DESIGN: COME LA TRADUZIONE INFLUENZA LO SVILUPPO DEI SITI




Un problema comune che riscontriamo quando lavoriamo sulla traduzione di siti web o in particolar modo con i web designer è che molti non apprezzano l’espansione o la riduzione di testo all’interno della traduzione e del processo di design. La percezione comunie è che quando si traduce il testo di un sito, esso si adatterà automaticamente allo spazio e al modello del sito esistente. Sfortunatamente le cose non funzionano così.

In questo articolo parleremo di:

* perché il testo è maggiormente espanso o ristretto in traduzione
* come ciò influenza la traduzione dei siti web
* cosa può essere fatto dai web designer per essere flessibili con lo sviluppo

Perché le lingue differiscono per lunghezza?


Le lingue non solo sono diverse per i suoni e le strutture grammaticali, ma anche per la lunghezza. Forse te ne sarai accorto nelle riviste multilingue che si trovano spesso sugli aerei; il contenuto della rivista può essere lo stesso per le due o tre lingue usate, ma lo spazio che prendono spesso è diverso.

Questa caratteristica del linguaggio pone dei problemi alle perstone di ogni parte del mondo – dai designer di siti web ai designer grafici ai localizzatori di social media; chiunque usi regolarmente il computer ha probabilmente notato il contrasto nella lunghezza dei testi in lingue diverse. Proveremo a spiegare questo fenomeno e forniremo qualche consiglio per i web designer, che devono affrontare il problema di includere più lingue in un unico design.



La ragione principale della differente lunghezza è la struttura grammaticale di una lingua.

Le lingue come l’inglese sono analitiche, il che significa che le declinazioni sono molto poco comuni e il genere, le preposizioni e così via devono essere espresse attraverso parole separate. Queste parole occupano spazio già di per sè, e inoltre, cosa più importante, devono essere separate dalla parola alla quale sono collegate, occupando un spazio maggiore. Al contrario, ci sono molte lingue sintetiche che indicano il possesso o il genere all’interno del sostantivo, il che significa che il testo è tendenzialmente più breve. Il turco è un esempio di lingua sintetica, più precisamente agglutinante. Questo significa che elementi come il genere e le preposizioni sono incastrate all’interno del sostantivo. “Dersten”, ad esempio, significa “prima della lezione” (“ders” significa “lezione” e il suffisso “ten” significa “prima”). Come si può ben vedere questo tipo di lingua utilizza molto meno spazio.

Oltre alla posizione degli elementi grammaticali, alcune lingue fanno un grande uso di parole composte, il che influenza la lunghezza delle parole e delle frasi. Se si comparano il tedesco e l’italiano, noterai che il tedesco è meno lungo perché tende ad unire più parole insieme, invece di indicare le relazioni attraverso le preposizioni. Prendi la parola “hondenriem”, che significa guinzaglio del cane.

Non importa da o in quale lingua il testo sia tradotto, la traduzione è generalmente più lunga dell’originale. La ragione di questo è che le traduzioni spesso sono più esplicative dei testi fonte. Senza rendersene conto, gli scrittori spesso incorporano “elementi culturalmente specifici” nei loro testi, ossia elementi che sono perfettamente chiari per il lettore del testo di partenza, ma che probabilmente non hanno alcun significato per il lettore d’arrivo. Questo tipo di parole, come ad esempio “IRA” (Irish Republican Army) o “oliebol” (un dolce olandese mangiato a Capodanno), richiede una spiegazione e di conseguenza più spazio. Spiegare questo tipo di parole o ad esempio stabilire il genere di un oggetto o di una persona, può essere visto come un fenomeno di esplicitazione.

Ci sono due tipi di esplicitazione: volontaria o obbligatoria.

Secondo Ana Frankenberg-Garcia, l’esplicitazione volontaria si ha quando il traduttore si discosta dal testo fonte senza alcuna ragione grammaticale, ma per rendere il testo più semplice da comprendere. Frankenberg-Garcia afferma che questo è uno degli “universali traduttivi” in quanto occorre in ogni coppia di lingue. Fa l’esempio della frase portoghese “Você também gosta dela?” che in inglese diverrebbe “So you like her too?” (Quindi piace anche a te?), nonostante l’avverbio “so” (quindi) non è presente nella frase originale e l’avverbio non è obbligatorio per la grammatica inglese: esso sottolinea semplicemente la relazione tra la frase e quella precedente.

Frankenberg-Garcia afferma inoltre che l’esplicitazione obbligatoria è richiesta dalla grammatica della lingua d’arrivo. Come esempio riporta la frase inglese “Frances liked her doctor” (A Frances piaceva il suo dottore) che in portoghese diventa “Frances gostava dessa médica” (A Frances piaceva la sua dottoressa), in quanto il portoghese ha la necessità grammaticale di spiegare il genere del sostantivo, diversamente dall’inglese in cui il sesso del dottore non è specificato. Per i designer di siti web, la traduzione obbligatoria è la più interessante delle due; i problemi sollevati dalla lunghezza del testo spesso riguardano parole o frasi molto brevi, ci sono poche possibilità che le parole che indicano relazioni tra frasi pongano grandi problemi.

Espansione del Testo: Problemi per i Designer di Siti Web


Per i designer di siti web, creare un sito che possa essere usato in molte lingue diverse è un processo complicato. La diversa lunghezza di ogni testo è un fattore molto importante: se il layout è disegnato per il testo inglese, probabilmente creerà dei problemi in altre lingue.

Per ora, sai che questo è dovuto alla differente lunghezza delle lingue, ma sapevi che più breve è il testo fonte, più espanso sarà in traduzione? E con quale tipo di contesto i designer hanno a che fare? Esatto, poche parole o frasi brevi.  Un esempio appropriato è il tasto “like” (mi piace) di Facebook, che in inglese consta solo di quattro caratteri, mentre in tedesco occupa più del doppio dello spazio (“vind ik leuk”).


Anche questa parola composta crea qualche grattacapo ai designer. Il W3C (World Wide Web Consortium) offre un grande esempio. In inglese “Input processing features” (caratteristiche del processo di input) entra benissimo in due righi se ci sono restrizioni nella larghezza, ma ciò è molto più complicato in tedesco, in quanto la traduzione è “Eingabeverarbeitungsfunktionen”. Il web designer deve così trovare un modo di far entrare questa parola nel layout originale o di trovare un altro luogo per essa.

Oltre alle parole composte trovate in altre lingue europee, anche lingue più esotiche presentano dei problemi, in quanto solitamente occupano più spazio (“desktop” in giapponese diventa “デスクトップ”) in orizzontale o anche in verticale, come ad esempio la scritta thai illustrata qui sotto:



Secondo il W3C, c’è un altro problema oltre alla lunghezza delle parole che deve essere affrontato. In inglese è molto comune abbreviare le parole, spesso per utilizzare meno spazio, ad esempio “esp” è usato al posto di “especially” (specialmente). Comunque questa non è proprio una grande idea quando si crea il design per un sito multilingue. Molte lingue non abbreviano le parole a causa delle caratteristiche della lingua stessa o del fatto che la lingua è così compatta che le abbreviazioni sono virtualmente impossibili.

Flessibilità nel Web Design per la Traduzione


Secondo gli esperti di Localizzazione del W3C, bisogna creare un layout flessibile per assicurarsi che i contenuti nelle varie lingue che saranno incorporati in un sito si adatteranno al layout. Layout a larghezza ed altezza fissi possono andare benissimo per  il testo in inglese, ma non nella traduzione ad esempio in georgiano, approssimativamente il 40-50% più lunga. Se il contenuto e il layout sono separati, questo processo è  molto più facile. In questo modo le caratteristiche del tuo sito come la grandezza dei font e l’altezza delle righe, possono essere alterate a seconda della lingua.

Oltre alla flessibilità, i web designer devono considerare anche l’aggiunta di spazi extra. Facendo così infatti le misure non devono essere estremamente flessibili poiché si tiene conto già in partenza dell’espansione del layout standard. IBM ha pubblicato una tabella che indica quanto spazio extra è necessario per dieci caratteri inglesi, che devono entrare in un dato spazio.

Ed effettivamente questo mostra che minore è il contenuto, maggiore è il relativo spazio extra necessario:



 (Fonte: IBM)

Se sei interessato all’espansione e riduzione del testo nella traduzione, controlla la nostra guida Excel > Guide_to_Text_Expansion_Contraction_Swell_in_Translation.xls.

Essa mostra la differenza percentuale di spazio necessario quando si traduce dall’inglese in un’altra lingua. Non comprende tutte le lingue, ma quelle maggiori.


Se trovi questo blog utile, condividilo pure con gli altri :)


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale WEB DESIGN: HOW TRANSLATION IMPACTS WEBSITE DEVELOPMENT

Monday, 29 April 2013

LOCALIZZAZIONE E TRADUZIONE DI VIDEOGIOCHI: COME I COREANI PROCEDONO ALL’ADATTAMENTO CULTURALE DEI CONTENUTI PER IL MERCATO AMERICANO




Abbiamo letto molto riguardo alla localizzazione, la traduzione e l’adattamento culturale all’interno dell’industria dei videogame. Quasi sempre si parla di “noi” che ci adattiamo agli altri, ad un Paese o ad una cultura straniera. Non è posta molta attenzione invece ai produttori di videogiochi asiatici che devono localizzare il proprio prodotto per l’Europa o il Nord America.

Bene, adesso abbiamo anche questo nuovo punto di vista grazie al team del gioco coreano Elsword, che ha condiviso i suoi pensieri sulla localizzazione dei giochi!

Sul sito che si occupa di videogiochi, Siliconera, molto è stato scritto sulla localizzazione di prodotti giapponesi per fruitori occidentali. Localizzare giochi coreani, comunque, è completamente diverso! In un articolo trovato su questo sito, i creatori del gioco coreano Elsword spiegano come è avvenuto questo processo di localizzazione.

Quando gli è stato chiesto quale fosse l’aspetto più importante nella localizzazione dei giochi il team non ci ha girato intorno: è fondamentale che il gioco sia compreso dagli utenti stranieri, infatti “mettere al primo posto i nostri giocatori e fargli capire che stiamo ritoccando tutto solo per loro è essenziale per noi”. Questo significa che vogliono conservare lo stesso personaggio del gioco, ma allo stesso tempo adattarne i dialoghi e lo humour per il mercato desiderato.

Quando si localizza un gioco, i programmatori dicono che non si può iniziare semplicemente dal nulla per poi vedere dove ti porta il processo, ma tutto il contrario! La strategia di localizzazione è pianificata molto attentamente e secondo il team ci sono due tipi di contenuti che devono essere trasferiti in una nuova cultura: i contenuti propri del gioco, come il dialogo tra i personaggi, e i contenuti che riguardano gli eventi, cioè gli eventi che hanno luogo in un gioco, come le feste nazionali.



I contenuti del primo tipo possono essere localizzati abbastanza direttamente, in quanto i produttori devono semplicemente assicurarsi che il testo conservi le sue qualità “divertenti e di intrattenimento”. Quelli del secondo tipo sono più complicati. Nella versione americana di Elsword gli eventi sono leggermente modificati – dalle festività scolastiche al periodo di elezioni – per fare in modo che i giocatori nordamericani possano identificarsi in essi. Parte del contenuto di Elsword è stato creato tenendo presente il mercato americano, quindi la localizzazione per questo gioco, dicono i programmatori, è stata un tantino differente. Comunque tutta la localizzazione è stata portata avanti all’interno dell’azienda così da poter apportare cambiamenti il più velocemente possibile.

Notevole è il fatto che persino la Festa di San Patrizio venga menzionata in Elsword, anche perché molti giochi coreani hanno localizzato i propri contenuti solo per il mercato coreano e cinese. Il team di programmatori è concorde nell’affermare che si tratta di qualcosa di particolare, ma ricordano anche di aver aggiunto eventi tipici del Nord America quando hanno creato il gioco. Di conseguenza, la versione occidentale spesso non ha bisogno di essere localizzata, mentre quella coreana sì!. Il team può farlo perché ha una relazione speciale con i programmatori di Elsword: “Siamo l’unico caso in cui gli editori sono controllati al 100% dai programmatori, quindi siamo proprio la stessa azienda!”

I contenuti americani di Elsword stanno facendosi lentamente strada anche tra le altre versioni del gioco. Alcuni costumi creati dai giocatori americani, ad esempio, possono comparire anche in altri giochi, distribuiti nel resto del mondo. Qui, il team ha un motto: “Noi crediamo che bei contenuti debbano essere condivisi da tutto il mondo”.

 “All your base are belong to us” (Tutta la vostra base sono appartengono a noi) – la frase tristemente nota per gli errori in essa presenti, dal videogioco Zero Wing del 1001, è diventata un successo culturale


Come detto prima, il team di Elsword ha personalizzato gli eventi nel gioco per andare incontro ai gusti dei giocatori del Nord America. I programmatori credono di essere diversi dagli altri che progettano giochi, nel senso che impiegano più tempo e sforzi nelle community che vengono create per il gioco, ad esempio attraverso i contest sulla loro pagina Facebook, con i livestream e i tornei settimanali. Uno stand alla fiera degli Anime, ha permesso loro di conoscere i fan: non ci sono molti altri programmatori che fanno ciò!

Siccome i programmatori si trovano negli Usa, i creatori di Elsword sono concordi nell’affermare che può essere difficile mantenersi in contatto con la parte coreana del team. Le video conferenze aiutano a colmare la distanza, anche se a volte è un metodo complicato a causa del fuso orario! Comunque, pensano che lavorare ad orari insoliti sia “solo parte del lavoro”.

Siliconera pensa che il vantaggio che i giochi coreani come Elsword hanno nei confronti degli altri giochi sia che possiedono già una gran quantità di contenuti pronti ad essere inseriti in un nuovo gioco localizzato. Quando il team decide come usare quali contenuti? Il team crede che questi contenuti disponibili siano una manna dal cielo. Calcolano il momento per rilasciare nuovi contenuti durante il tempo libero dei loro giocatori, durante le vacanze invernali o estive, così che i giocatori abbiano più tempo. Se i giocatori lo richiedono, possono addirittura rilasciare i contenuti un po’ prima. Il team di Elsword può avere in mente grandi piani, ma alla fine, sono i giocatori ad avere una grandissima influenza: “Dare ascolto ai nostri giocatori è ciò che guida la maggior parte delle nostre decisioni riguardo ai contenuti”.

Sebbene questo esempio di localizzazione provenga dall’industria dei videogiochi, qualsiasi settore può prendere spunto da questo modo di fare. La localizzazione e la traduzione dovrebbero essere parte di una strategia che inizia dal principio e non in un secondo momento. Se cerchi aiuto per qualsiasi elemento che riguardi la comunicazione per lo sviluppo globale della tua azienda, specialmente per i servizi di localizzazione e traduzione, rivolgiti a noi!


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale VIDEO GAME LOCALIZATION AND TRANSLATION: HOW KOREANS CULTURALLY ADAPT CONTENT FOR AMERICA

Wednesday, 24 April 2013

I MERCATI EMERGENTI AFRICANI HANNO BISOGNO DI ESSERE LOCALIZZATI PER MAGGIORI OPPORTUNITÀ COMMERCIALI


Cerchi opportunità di sviluppo aziendale all’estero? Hai mai considerato l’Africa? Ha molte potenzialità ed opportunità, ma non dimenticare mai la localizzazione!

In un recente articolo su Enterpreneur South Africa, Alison Jobs condivide molti consigli per le aziende che vogliono avere successo nel mercato africano. Se questo è il tuo scopo, è vitale vendere il tuo prodotto attraverso la lingua parlata dai clienti locali.

Il Common Sense Advisory ha effetturato un’utile ricerca nel mercato africano e sono emersi i seguenti risultati:

•  il 72.4% dei consumatori africani dice che è molto più probabile che loro comprino un prodotto se le informazioni sono nella loro lingua
•   Meno del 5% degli africani parla inglese come prima lingua
•  Solo 470 milioni su 1 miliardo di africani parla inglese come seconda lingua
•  L’inglese è la lingua ufficiale predominante in Sud Africa, ma è parlata come prima lingua solo dal 9.6% degli abitanti

Questo ti dice niente? Ovviamente sì e cioè che capire la lingua è tutto. Per contestualizzare l’Africa guarda alla mappa qui sotto. L’Africa può contenere la Cina, l’America, l’India e l’Europa all’interno dei suoi confini. Pensa alla diversità linguistica e culturale in ognuno di questi Paesi, poi pensa all’Africa e inizierai ad avere una percezione del continente.





Le aziende più importanti del mercato africano, come Vodacom e Nandos, hanno già imparato alcune preziose lezioni sulla localizzazione del mercato in Africa. Siccome hanno aperto la strada a nuove aziende, qui ci sono quattro consigli che ti aiuteranno a conquistare il mercato africano in men che non si dica!

• Assumi un fornitore di servizi linguistici locale


Questo incrementerà notevolmente la velocità del tuo progetto. In Europa e nell’Estremo Oriente, i termini locali per parole tecnologiche sono ampiamente disponibili. Questo non è vero per molte lingue africane, che spesso non sono ancora state documentate. L’aiuto di un’agenzia di traduzione locale darà benefici alla tua azienda grazie alla competenza e alla rete delle persone del luogo.

• Assicurati che le tue traduzioni siano di buona qualità


Sia da un punto commerciale che di conservazione linguistica, i traduttori locali e le agenzie di traduzione fanno un grande lavoro nel documentare e preservare le lingue. Comunque, dovresti controllare se il traduttore o l’agenzia da te scelta sia capace di realizzare traduzioni di alta qualità. Traduzioni non buone possono non dare i risultati desiderati o possono addirittura offendere qualcuno.

• Personalizza i tuoi prodotti per gli africani e lascia anche che li sviluppino


Quando localizzi i tuoi prodotti, non devi solo adattarti culturalmente per un mercato specifico, ma devi anche capire il modo di pensare locale. Il sistema “pay as you go” fu sviluppato prima in Sud Africa, per esempio, e M-PESA fu creato specificamente dai Keniani per i concittadini che vivevano all’estero. Chi meglio degli africani può capire l’Africa?

• Inizia in piccolo, ma pensa al futuro


Quando entri in un nuovo mercato, è sempre saggio pensare allo sviluppo futuro. Prendi ad esempio Toshiba: 20 anni fa, traduceva solo in tre lingue. Ora, poiché l’azienda traduce i suoi prodotti in 24 lingue diverse, questo numero è otto volte più grande.

Oltre a questi quattro consigli, Entrepreneur South Africa ha anche fornito un piccolo elenco per le aziende che desiderano localizzare i propri prodotti:

• Vai oltre il semplice pensiero di localizzare i tuoi contenuti: chi risponderà alle chiamate d’assistenza per i clienti di Paesi stranieri?

• Pensa alla clientela: il tuo scopo sono i clienti o le aziende? Nel secondo caso l’inglese può probabilmente bastare.

• Fai piani a lungo termine: all’inizio dell’espansione straniera, avere una persona bilingue nel tuo ufficio può essere sufficiente, ma ci sarà il momento in cui l’automatizzazione della traduzione sarà necessaria (ad es. database di traduzione).

• Evita la frammentazione: se fornisci al traduttore un documento fonte fatto bene, anche il prodotto finale sarà migliore.

• Assicurati di attenerti alle leggi locali: ci potrebbero essere leggi nazionali o regionali che potrebbero influenzarti, come il cambio di valuta o il Certificato di Conformità degli impianti elettrici.

Stai mirando all’Africa? Se così, perché non parli con noi? Siamo specializzati in lingue africane incluse il fula, lo swahili, l’ewe, il mandinka e molte altre ancora. Forniamo inoltre traduzione sudafricana di alta qualità grazie ai nostri uffici in Sud Africa e Namibia.


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale THE EMERGING MARKETS OF AFRICA DEMAND LOCALIZATION FOR BUSINESS OPPORTUNITIES

Thursday, 11 April 2013

COME LA PROSPETTIVA CULTURALE INCIDE SULLE FUSIONI GLOBALI E LE ACQUISIZIONI




Diverse prospettive = diverse priorità. Questo è vero in ogni aspetto della vita e lo è ancora di più nel business internazionale.


L’articolo che abbiamo recentemente pubblicato su “Come la cultura influenza le fusioni e le acquisizioni” offre una visione delle differenti prospettive e delle diverse priorità che entrano in gioco nel business. A seguito di tutte influenze esercitate su di noi dal background familiare, dal sistema di istruzione, dalla cultura aziendale, noi, in quanto umani, percepiamo situazioni simili in modi molto diversi.

Quelli tra di noi che vivono ogni giorno il mondo interculturalmente inteso, ad esempio, sono molto sensibli ai fattori culturali in gioco. Nel contesto delle joint-venture, delle fusioni, delle acquisizioni o delle alleanze, crediamo che la “revisione culturale” debba essere un elemento chiave all’interno della valutazione richiesta prima di unire le forze.

Ho chiesto ad un paio dei nostri istruttori più esperti cosa sapessero di questo tipo di processi che sottostanno al business e perché agli elementi culturali non venga attribuita un’importanza maggiore.

Uno di loro, J.B., che si trova in Svizzera, ha saggiamente osservato che “in questi tempi spesso intensi e movimentati, tipici dei periodi di “revisione” è importante soprattutto fare considerazioni di tipo economico e finanziario, guardare agli aspetti legali ed analizzare le retribuzioni e i benefici. E infatti la maggior parte delle volte la dimensione umana e quella culturale non sono proprio tenute in considerazione o almeno non sono studiate abbastanza in profondità, almeno fino a quando non si avverte una frizione nel processo di integrazione post-fusione.”

Quindi, in un mondo ideale, cosa si può fare?

V.A, che si trova in Gran Bretagna, spiega che “le valutazioni culturali possono essere scandite in diversi passaggi: 1) Una revisione ad alto livello culturale per identificare i rischi nella compravendita prima dell’accordo; 2) una valutazione organizzazionale comparativa durante la fase di post contratto; 3) un’analisi per comprendere il panorama culturale e di conseguenza impostare delle strategie culturali collegate al piano aziendale e al marchio; 4) assistenza e realizzazione; 5) sviluppo della gestione d’impresa con focus sugli stili e la cultura”

Questo è un processo lungo, ma scrupoloso. Ma siccome tempo e denaro scarseggiano sempre, cosa si può fare all’inizio per mitigare il fallimento?

Come alcuni casi di studio mostrano, c’è un filo diretto tra consapevolezza culturale e successo o fallimento.

J.B. afferma che “le società che investono tempo ed energie in questo ambito, hanno una maggiore probabilità di successo in seguito, poiché ciò permette di ridurre rischi e tensioni tra gli enti, i team e le persone. È ottimo l’approccio di condurre una revisione di alto livello culturale basata su colloqui selezionati durante il “periodo di revisione” e poi fare una valutazione culturale più approfondita e un’analisi all’inizio della fase di integrazione”.

La consapevolezza della cultura aziendale e nazionale del partner, una forte leadership, la comunicazione e la fiducia sono tutti fattori che dovrebbero, in un mondo ideale, essere presi in considerazione.



Come potremmo raggiungere questo punto? Direi attraverso l’istruzione. Inoltre i casi di studio hanno mostrato che la consapevolezza culturale nel contesto delle fusioni e delle acquisizioni è un processo lento e graduale che spesso si rivela una priorità solo quando le culture si scontrano.

Per saperne di più, leggi il nostro articolo "Le differenze culturali nelle fusioni e nelle acquisizioni internazionali". In questo articolo mostriamo diversi casi di studio in cui le fusioni e le acquisizioni internazionali si sono rivelate sia fallimentari a causa di problemi culturali sia positive grazie ad una maggiore consapevolezza in tal senso.

In particolare i casi di studio che abbiamo analizzato sono:

#1: La fusione di Daimler-Benz conChrysler
#2: L’alleanza di Daimler con Mitsubishi
#3: TATA che acquisice Jaguar Land Rover
#4: Nomura che incorpora la Lehman Brothers
#5: BNP Paribas che acquisice Fortis
#6: British Steel che si unisce con Dutch Royal Hoogovens
#7: La joint-venture di Lukoil e ConnocoPhillips

Quindi ricorda sempre: diverse prospettive = diverse priorità.


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale HOW CULTURAL PERSPECTIVE IMPACTS GLOBAL MERGERS AND ACQUISITION