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Monday, 29 April 2013

LOCALIZZAZIONE DEL PRODOTTO E TRADUZIONE DELLA MARCA




Una persona americana laverebbe mai i suoi vestiti con Barf (vomito)? Agire nel modo corretto quando si tratta di lingua e traduzione non è sempre questione di mercato internazionale, a volte bisogna guardare anche dentro casa propria. Una grande sfida per la localizzazione può essere anche quella di essere in un mercato la cui popolazione parla lingue diverse.

Abbiamo letto di recente dei problemi di localizzazione che Kia e IKEA hanno avuto con le traduzioni dei nomi dei prodotti e delle marche; ora un rivenditore al dettaglio americano ha distribuito un prodotto con un’interessante traduzione.

Il rivenditore “Target” ha deciso di chiamare uno dei suoi ultimi modelli di scarpe “Orina”, che in spagnolo, la lingua più parlata negli USA dopo l’inglese, significa appunto “urina”.



Secondo una portavoce di Target il nome della scarpa si riferiva al nome proprio russo “Orina”, che significa pace o tranquillo. Decisamente non è la stessa associazione che un parlante spagnolo farebbe nel momento in cui leggesse o sentisse la parola. Appena il significato della parola è stato scoperto, Target ha deciso di cambiare nome alla scarpa.L’azienda ha rapidamente rimosso la parola dalla descrizione della scarpa dal sito e dalle etichette nel negozio. Saggia mossa.

La scorsa settimana, l’azienda è stata criticata anche per il nome di un altro prodotto: alcuni vestiti di taglia forte di colore “manatee grey” (grigio lamantino). Siccome il lamantino è un grande e pesante mammifero marino, questa decisione è stata considerata come un insulto alle donne corpulente, specialmente perché il colore dei vestiti di taglia più piccola era descritto come “dark heather grey” (grigio erica – la pianta).



Target non è stato certo il primo rivenditore ad usare “orina” o “manatee grey”, ma sembra che stia imparando a proprie spese la lezione sulla localizzazione. Vendere un prodotto ad un pubblico multilingue è difficile, specialmente se si tratta di qualcosa di nuovo; se non vuoi sbagliare, allora l’80% delle volte c’è bisogno di molta pianificazione e di apprezzamento delle lingue e delle culture e del loro impatto sul mondo della vendita al dettaglio. I nomi del prodotto o della marca sono solo una delle tante considerazioni che si possono fare, poi si deve tener conto anche di altri fattori come i messaggi di mercato, la fruibilità dei siti, il POS, il servizio clienti o anche i metodi di pagamento.

Tener conto anche della clientela locale è un fattore importante, come abbiamo imparato attraverso questa storia. Negli USA  il mercato di lingua spagnola è immenso. Perdere una fetta di quella torta significa avere serie conseguenze in termini di profitti. Target l’ha ovviamente capito, avendo prontamente rettificato la traduzione.

Controllare le Traduzioni del Nome del Prodotto e della Marca


Quindi, se sei nuovo nel campo della localizzazione, quali sono i passi da fare per evitare problemi nelle pubbliche relazioni? Bene, hai un budget a disposizione puoi sempre servirti di un’agenzia specializzata in traduzione; le migliori capiranno quali sono le traduzioni e le revisioni da fare per le marche, rendendole appropriate dal punto di vista linguistico e culturale.

Se non hai un budget a disposizione, allora ci sono altre cose che puoi fare da te. Per prima cosa, se alcune persone della tua azienda parlano altre lingue, allora dovrebbero controllare il maggior numero possibile di traduzioni dei nomi dei prodotti e delle marche. Se al contrario nessuna persona parla un’altra lingua, dovrai rivolgerti agli amici, ai tuoi contatti o anche al crowdsourcing. Ad ogni modo trova persone a cui puoi rivolgerti per le potenziali traduzioni dei nomi.

Le domande da fare per una verifica includono:

- Interpretazione generale (quale reazione provoca questa parola?)

- Significati possibili (in quale altro modo potrebbe essere inteso? Altri significati?)

- Connotazioni negative (c’è qualche tipo di associazione negativa?)

- Nomi esistenti (altri prodotti o marche? Marchi di fabbrica?)

- Problemi di pronuncia (Come suona il nome quando è pronunciato? Ricorda altro?)
Questo procedimento dovrebbe essere ripetuto per ogni lingua, cultura e luogo.


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale PRODUCT LOCALIZATION AND BRAND TRANSLATION

Thursday, 25 April 2013

LA TRADUZIONE “CUDDLE RAPE” DI IKEA: I RISCHI PER LE RELAZIONI PUBBLICHE CAUSATI DAI SOCIAL MEDIA E DAGLI STRUMENTI DI TRADUZIONE AUTOMATICA GRATUITI



È l’ora delle traduzioni buffe! Il colosso svedese IKEA è stato di nuovo al centro dell’attenzione per una traduzione imbarazzante. Chi avrebbe mai pensato che un cuscino avrebbe potuto danneggiare così tanto le relazioni pubbliche dell’azienda?

L’ultimo di una lunga serie di errori di IKEA vede questa volta un cliente inserire il nome del cuscino da 35£ Gosa Raps su Google Translate. Qual è stato il risultato della traduzione?

> Cuddle Rape! (Stupro di coccole)

Sfortunatamente per IKEA, la traduzione di Raps, l’equivalente svedese di seme di colza, fu tagliata a metà dal software di traduzione online creando una combinazione infelice.

Quindi non è propriamente colpa di IKEA. La cosa si è ingigantita quando il cliente ha postato la sua scoperta su Reddit! Da lì i social media l’hanno presa e si sono attaccati alla storia.




Nonostante Cuddle Rape fosse il risultato di un errore non dovuto a IKEA, questa non è la prima volta in cui l’azienda si ritrova con dei problemi legati all’uso dei nomi dei suoi prodotti.

L’attaccapanni Bumerang, il coltello Slitbar (che suona volgare in inglese) e il vaso Skanka (che ricorda lo slang usato per la cannabis) hanno portato a risa e sorrisi. Comunque ci sono altri prodotti che potrebbero vendere significativamente di meno se dovessero essere tradotti in inglese.


La federa Skarblad, dal nome di un fiore, tradotto in inglese diviene “cut blade” (lama da taglio).

La spatola Gubbrora, un nome che ha perfettamente senso in svedese, tradotto in inglese diviene “old man touch” (il tocco della persona anziana).

Lo sapevi che ogni anno vengono stampati più cataloghi IKEA che bibbie? Non c’è da meravigliarsi che ricevano tutta questa attenzione per questo tipo di nomi. L’anno scorso l’azienda ha assunto dei traduttori prima di stampare il catalogo in Thailandia, dopo che fu scoperto che alcune cose avevano un significato completamente diverso in diverse parti del Sudest Asiatico. Il letto Redalen suonava molto simile a “terza base” se pronunciato in tailandese, e il vaso per piante Jattebra, una parola che significa “ottimo” in svedese, suona ironicamente come una parola dialettale per sesso.

Abbiamo anche parlato nel nostro blog della reazione negativa al catalogo IKEA in Arabia Saudita.

Il fatto che il nome delle marche e i nomi dei prodotti possano essere intesi male quando esportati all’estero, può avere dei risultati negativi. Guarda questo breve video che abbiamo fatto che presenta la top ten degli errori nel marketing internazionale.



Quindi quale lezione possiamo imparare da questa storia?

Controlla sempre e se necessario traduci i nomi delle marche, dei prodotti e dei servizi. Il nostro servizio di traduzione può aiutarti. Da un punto di vista delle relazioni sociali, specialmente se la storia sta facendo il giro dei social media, assicurati di poter entrare al loro interno e risolvere la situazione. Nel caso sopracitato, molti svedesi hanno risposto al cliente spiegando che c’era stato un errore.


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale IKEA 'CUDDLE RAPE' TRANSLATION: THE PR DANGERS OF SOCIAL MEDIA AND FREE TRANSLATION TOOLS