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Tuesday, 16 April 2013

DIFFERENZE CULTURALI VERIFICATESI NELL’ALLEANZA DAIMLER – MITSUBISHI

Una delle cooperazioni internazionali fallimentari meno conosciute è quella dell’alleanza Daimler-Chrysler – Mitsubishi nel 2000.

Subito dopo l’acquisito della Chrysler da parte della Daimler, la nuova azienda nata dalla fusione delle due decise di avere un appoggio anche in Asia.

La  Mitsubishi Motors fu vista come il biglietto vincente.
Ma il risultato fu tutt’altro che un successo.

Fattori culturali

Diversamente dal precedente esempio Daimler – Chrysler, la principale differenza qui sta non tanto nel modello di corporate o di cultura aziendale, ma risiede principalmente nella cultura nazionale. In questo caso la Daimler non è stata capace di gestire e capire le pratiche locali e i principi del modo giapponese di condurre gli affari.

Nella cultura giapponese, la fiducia e l’attenzione per i sentimenti altrui sono essenziali. Questo significa che gli uomini d’affari giapponesi danno un maggior valore alle relazioni personali che ai fatti. Ciò che è importante per loro è come valuti e tratti il tuo cliente. Questo aspetto è molto diverso rispetto all’approccio tedesco decisamente più pragmatico e basato sui fatti.

Senza dare alcuna importanza al concetto di localizzazione, la Daimler nominò manager tedeschi che immediatamente iniziarono a dare ordini come se fossero in Germania. Di conseguenza i loro subordinati giapponesi trovarono estremamente riluttante prendere ordini da loro (Froese and Goeritz, 2007: 98) e questo ebbe un impatto negativo sull’efficienza totale. Inoltre molti tedeschi aggravarono la situazione, in quanto gli ospiti solitamente non hanno autorità in Giappone e per giunta i giapponesi non sono mai scortesi con essi.

Anche la comunicazione tra i vari reparti era molto debole. Apparte il settore ricerca e sviluppo, i meccanismi di comunicazione non erano configurati in maniera corretta e non era stata chiaramente definita una catena di comando (Froese and Goeritz, 2007: 101).

Un esempio per illustrare quanto detto è il seguente: fu istituito un gruppo speciale per facilitare l’integrazione e renderla efficiente e armoniosa. Il gruppo lavorò sodo ed elaborò persino un rapporto con dei suggerimenti su come raggiungere gli obiettivi fissati. Però nessuno diede ordini o mosse qualche passo per rendere effettivi questi cambiamenti (Froese and Goeritz, 2007: 102).

L’ultima differenza culturale che affrontiamo qui è il conflitto tra culture che danno maggiore importanza ad un orientamento verso il lungo o il breve termine. Uno dei più importanti studiosi della struttura teorica delle differenze interculturali, il Professor Hofstede, ha identificato questo valore come una delle dimensioni chiave della cultura. In generale, le nazioni occidentali tendono ad essere maggiormente orientate ad obiettivi nel medio termine, mentre quelle orientali verso il lungo termine.

In pratica significa che le difficoltà finanziarie che stava vivendo la Mitsubishi Motors erano percepite differentemente dalle parti coinvolte nell’alleanza.

Daimler – Chrysler dopo un po’ di tempo iniziò ad essere riluttante all’idea di fare altri investimenti nella Mitsubishi. Non vedendo alcun profitto nel breve termine, alla fine decise di interrompere il rapporto con il partner giapponese. Mitsubishi invece non era preoccupata delle perdite, essendo più orientata al lungo termine. Essa percepiva le difficoltà come un ostacolo da superare , ma non come un motivo valido per smantellare l’alleanza. E fu così che quando Daimler – Chrysler annunciò che non avrebbe fatto ulteriori investimenti, le poche briciole di fiducia rimaste sparirono completamente.

La joint-venture non funzionò come previsto a causa della poca considerazione data ai fattori culturali. L’incapacità di stabilire una comunicazione all’altezza, di infondere fiducia e di comprendere gli obiettivi dell’altra parte, giocarono un ruolo significativo nel risultato della cooperazione.

Inoltre, proprio come nella fusione Daimler – Chrysler, l’azienda tedesca imponeva i propri termini sui partner. Ancora una volta questa tendenza alla contrattazione collettiva da una parte e del “fai a modo nostro” dall’altra  si è rivelata incapace di fornire risultati.

Impatto finanziario dovuto alle differenze culturali

Il seguente grafico mostra le conseguenze finanziarie di questa alleanza:


I profitti e le perdite di Mitsubishi tra il 2000 e il 2004.


Le basse performance finanziarie unite alla conseguente fine dell’accordo è la prova di un altro fallimento della Damiler nell’integrazione con un partner internazionale. E ancora una volta i fattori culturali hanno contribuito a portare risultati in tal senso.


La fusione Daimler-Benz con Chrysler < articolo precedente – articolo successivo > TATA acquisisce Jaguar Land Rover


Fonti

http://www.communicaid.com/access/pdf/library/culture/doing-business-in/Doing%20Business%20in%20Japan.pdf
http://www.clearlycultural.com/geert-hofstede-cultural-dimensions/long-term-orientation/
http://wardsauto.com/wrapup-2-daimlerchrysler-pulls-plug-mitsubishi-motors

Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale CULTURAL DIFFERENCES IN THE DAIMLER ALLIANCE WITH MITSUBISHI

COME A CAUSA DI UNA DIFFERENTE CULTURA È TERMINATA LA FUSIONE DAIMLER-BENZ – CHRYSLER


La fusione tra Daimler-Benz e Chrysler nel 1998 è probabilmente la più famosa delle fusioni internazionali terminate con un fallimento ed è risaputo che le differenze culturali e la cultura aziendale abbiano giocato un ruolo importante.

È stato proprio il fallimento di questa partnership a far scattare il campanello d’allarme sull’attenzione che deve essere posta sui fattori culturali a livello globale, specialmente a livello di fusioni e acquisizioni.

Fattori culturali

Gli analisti sono concordi nel considerare il gap culturale tra le due aziende come una delle ragioni principali per il fallimento Daimler – Chrysler. La Daimler è un’azienda tedesca, che potrebbe essere descritta come “conservativa, efficiente e sicura”, mentre la Chrysler è conosciuta per essere “audace, diversa e creativa” (Appelbaum, Roberts and Shapiro, 2009:44).

Se si guarda più da vicino, si troveranno numerose tracce di queste differenze negli stili aziendali.

Innanzitutto l’atteggiamento nei confronti della gerarchia era piuttosto diverso. La Daimler era un’azienda fortemente gerarchizzata con una chiara catena di comando e rispetto per l’autorità. La Chrysler invece prediligeva un approccio maggiormente egualitario e basato sul lavoro di squadra.

L’altra differenza culturale risiedeva nei diversi valori affidati agli standard qualitativi dei prodotti finali. La Daimler valutava fondamentali l’affidabilità e il raggiungimento dei più alti livelli di qualità, mentre la Chrysler scommetteva su un design provocante e un prezzo competitivo. Questi due fattori diedero origine ad ordini e a scopi contrastanti in diversi reparti. I manager americani e tedeschi avevano valori diversi a guidare il loro lavoro. Reparti diversi si dirigevano verso direzioni opposte.

Oltre alle differenze nella cultura aziendale c’era anche un problema di fiducia. Gli impiegati di entrambe le parti trovavano riluttante lavorare con i colleghi dell’altra azienda. Soprattutto a causa del fatto che la condizione concordata “di fusione alla pari” era molto lontana dalla realtà. Durante le fasi iniziali dell’integrazione aziendale, molti key executive della Chrysler si dimisero o furono sostituiti dagli omologhi tedeschi.

Inoltre la Daimler era molto più imponente e provava a dettare i termini secondo i quali la nuova società doveva muoversi (Appelbaum, Roberts and Shapiro, 2009:44). Questo tipo di situazione non ispirò fiducia nei dipendenti della Chrysler e diede vita a nuovi seri problemi comunicativi.

Quindi per riassumere, i fattori culturali qui in gioco sono:

- Differenze nei valori e nelle culture aziendali
- Mancanza di coordinamento
- Profonda mancanza di fiducia tra gli impiegati

Tutto ciò causò un fallimento nella comunicazione che portò ad una netta riduzione della produttività.

Impatto finanziario della fusione

I risultati si vedono alla fine e questi risultati non furono buoni. Come potete vedere i prezzi delle azioni precipitarono.

I prezzi delle azioni Daimler – Chrysler tra il 1998 e il 2002


Quanti soldi furono spesi dalla Daimler per la Chrysler nel 1998? 38 miliardi di dollari
Quanti soldi furono spesi da Cerberus Capital per la Chrysler nel 2007? 7,4 miliardi di dollari

La forte differenza tra i soldi spesi per la Chrysler prima dalla Daimler e poi da Cerverus Capital fa davvero meravigliare di come una così promettente fusione possa fallire così miseramente.  

Di solito è estremamente difficile definire con precision che ruolo la cultura abbia giocato in un successo o in un fallimento. Comunque nel caso di Daimler – Chrysler, sarebbe corretto presumere che il fattore culturale sia una tra le cause che hanno determinato il fallimento della nuova società.

Per la seguente parte dell’articolo “Differenze culturali nelle fusioni e nelle acquisizioni internazionali” vai a “L’alleanza di Daimler con Mitsubishi Motor”.

Fonti

http://www.slidefinder.net/g/geographic_conflict/32104212 (visitato il 03.11.2012)
http://cs.bilgi.edu.tr/~oykua/doc/DaimlerChryslerMerger.pdf (visitato il 31.10.2012)
http://www.slideshare.net/guest3b871f/swot-daimlerchrysler (visitato il 15.11.2012)


Tradotto da Carlo Boccaccino dall'articolo originale HOW CULTURE ENDED THE DAIMLER-BENZ CHRYSLER MERGER